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Duri ed epuri

Altro che Belpietro e Giannini. I veri eroi dell’informazione libera sono loro, Joe e Johnny

28 Maggio 2016 alle 06:18

Fedelissimi ma perseguitatissimi. Altro che Maurizio Belpietro, Nicola Porro e Massimo Giannini. Alle epurazioni, si sa, fanno sempre seguito le celebrazioni. Ed ecco che i nostri eroi – per fare cosa gradita a Renzi, e smentire la narrazione censoria – si mettono nella sequela delle prime firme sottoposte a censura e denunciano la più terribile delle persecuzioni. Quella capitata a loro: fedelissimi ma perseguitatissimi.

 

Altro che Belpietro, Porro e Giannini. I veri eroi della libera informazione sono loro, i nostri eroi, Joe Servegnini e Gianni & Riotto detto Johnny che, pur di non far accusare Renzi di satrapia ai danni della libertà di stampa, partono volontari al confino di Lipari, Ventotene e alle Tremiti, con l’olio solare fornito loro da Ernesto Carbone, addolorato per non potere prendere gli aperitivi al Salotto 42 di Roma in compagnia di così geniali giornalisti.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. Per fare cosa gradita a Renzi, dunque, anche Joe Servegnini, Gianni & Riotto detto Johnny e Fed, ovvero Federico Rampini, affinché nessuno possa accusare il regime di zittire i dissidenti, denunciano atti di censura cui sono sottoposti loro stessi. Comincia da par suo Joe che chiama in soccorso i difensori della libertà.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. Matteo lo vuole e veramente Servegnini ne sa più del Diavolo, il partigiano doc usato dal governo per fare propaganda al Sì nel Referendum di Maria Elena Boschi. Severgnini denuncia quindi la congiura della congiure e perfino Pierluigi Battista, impegnato a difendere il povero Nicola Porro, deve dedicarsi a Joe e abbandonare “Virus” al suo destino.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. Matteo lo vuole e Servegnini, quindi, denuncia: “Manipoli di squadristi fanno irruzione nelle case degli italiani e spengono loro i televisori sintonizzati su Rai 3 quando vogliono vedere ‘L’Erba del Vicino’ e così azzerare lo share”. Raccolto il grido di dolore, fedele al principio di libertà, Battista scrive: “Fate vedere ‘L’Erba del vicino’ al vostro vicino”.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. Matteo lo vuole ma anche Joe, libero e bello con la sua frezza bianca da suora laica, vorrebbe apparire in tivù con una generosa scollatura da camionista di Crema ma, eccola!, Daria Bignardi, direttora di Rai 3, fa obbligo di dress code: “Girocollo per tutti!”. Servegnini denuncia l’intromissione nella scelta privata e Antonio Polito, da par suo, dimentica Porro e scrive un editoriale contro “la cultura sessuofobica e la deriva talebana”.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. Anche Fed Rampini, non avendo più dove andare, s’inventa una persecuzione per distrarre dalle effettive epurazioni, quella di Massimo Giannini su tutte, e denuncia di avere avuto tagliuzzati tutti i colletti alla coreana delle sue proverbiali sette camicie sottratte a suo tempo a Ercole per correre nottetempo a Firenze, e spostare tutte le auto precipitate nella voragine sul Lungarno.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. “Se mi volevi bene ’o veramente, non mi facevi i pizzi ’na paglietta!”, grida ai quattro venti Fed chiamando in sua difesa direttamente George Soros e il ricco magnate, allora, commosso, più di quanto non faccia Carlo De Benedetti, gli finanzia l’acquisto di due spugne, dodici metri di tubo, sette strofinacci e un’idrovora di seconda mano (in buone condizioni) per asciugare l’asciugabile e pulire lì dove cammina Dario Nardella, sindaco di Firenze, in cerca di jene più che di idraulici.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. L’unico vero perseguitato è Riotto: con tutti i servigi che ha reso, gli lesinano pure l’agognato ruolo di maggiordomo di “Porta a Porta”. Spinto dall’attualità e per non dare vantaggio a Fed Rampini, comunque Riotto si lancia nella battaglia di Firenze dove a causa del tubo rotto sul Lungarno non si capisce più un bel tubo.

 

Fedelissimi & perseguitatissimi. Per non far cadere sospetto alcuno sulla società Publiacqua, responsabile della manutenzione, nonché pensatoio de’ pensatoi dove ebbe agio di dar luce la soave, solinga e silente Maria Elena Boschi, Riotto, come il ghibellin fuggiasco, e però dotato di scafandro non si ferma sull’Arno e corre lesto a Laterina, borgo natio della bella ministra e a Ella pone la fondamentale domanda: alla banca Etruria, come stanno a tubi?

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