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Door to Door

Dopo l’intervista a Riina jr Renzi rottama Vespa. E’ guerra tra Joe e Johnny per la successione

9 Aprile 2016 alle 06:10

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Ed è con un fiammante Ape Piaggio, personalmente collaudato da Sergio Marchionne, che Gianni & Riotto detto Johnny, arriva negli studi Rai per prendere possesso di ciò che fu “Porta a Porta”: “Sarà Door to door” annuncia agli attoniti autori della trasmissione di Bruno Vespa rinchiusi provvisoriamente nel plastico di Avetrana.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Matteo Renzi, infatti, colta l’occasione della grana Riina jr il governo, per mano dello spietato Luca Lotti, rottama Vespa, lo cancella dal palinsesto e subito si scatena la gara tra i giornalisti di stretta osservanza renziana.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Anche Joe Servegnini, alla guida di un Ape carico di Mocio Vileda, e non certo d’erba di qualunque vicinato, si fa avanti: “Chiama me, Matteo, sarò io la tua sguattera del Guatamela”. Scatenato all’idea di liberarsi dalla trasmissione sempre al di sotto del 2 per cento di share, dunque un flop terrificante, Servegnini già vede nelle poltrone bianche di “Porta a Porta” il suo futuro: “Sarà erba di casa mia!”.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Renzi per salvare l’onore di “Porta a Porta” e tenere buono lo scalpitante Johnny gli promette via via l’intero palinsesto: l’Arena di Riotto, Johnny Riotto Show, Che Riotto che fa, Bim Bum Riotto, Protestanriotto, Ascolta si fa Riotta, insomma, di tutto, ma non mantiene mai.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Quando infine gli propone la conduzione dell’Erba dei Vicini, in co-conduzione, e cioè Joe in impermeabile bianco e lui in impermeabile nero (“ma dovresti tingerti di bianco per avere anche tu la frezza da suora laica”), Riotto finalmente si ribella e d’intesa con MeryMely impetra Maria Elena Boschi: “Sei tu la vera Presidenta del Consiglio e i fratelli Zappacosta saranno i tuoi paggi, anzi, si più: i tuoi sguatteri guatelmatechi”.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Con una manovra spericolata, a rischio di capottare e far così cadere il carico di verdurina del tre ruote, Johnny si dirige verso Laterina dove presenta i propri omaggi anche alla signora di lei madre, ovvero Stefania Agresti cui offre mazzi di friarielli raccolti nei campi anticamorra e – in par condicio – cardi spinosi coltivati in Lucania.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Con un asciugamano in testa, grembiule guatelmateco coloratissimo, zoccoli e Mocio in pugno, Johnny stira cantando le camicie di Luca Lotti. Mal gliene incoglie. Non legge, infatti, Giuseppe Alberto Falci sul suo stesso giornale, La Stampa, e non sa che corre elettricità tra la Boschi e Lotti. E Riotto, poverino, già fa la prima grave gaffe.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Johnny comunque canta e alterna una nenia sicula alle canzoni dell’emigrazione dei picciotti di Detroit mentre di tanto in tanto anche Denis Verdini si affaccia per portargli ora una cravatta da pulire, ora un calzino da rammendare: “Johnny, ti sapevo servizievole, ma non fino a questo punto”.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Tenuto a distanza dalla Boschi, Johnny porta dunque la propria Ape in zona Ala e si aggrappa alla soccorrevole pazienza di Luca D’Alessandro cui impetra la stessa supplica: “Insomma, per quella trasmissioncina, rimasta senza conduttore…”.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Furbo, Johnny capisce che solo con l’aiuto dei verdiniani può venire a capo nel groviglio di tutte le sue potenti ambizioni e prende cetriolini, lattughine e finocchietti dalla propria Lapa, tutti già sottoposti al lavoro di cosmesi di Lapo Elkann e li offre a D’Alessandro: “Insalatina?”. Al che Luca, innervosito, sbotta: “Johnny, lo sai che ho da lavorare. Continua a stirare le camicie di Lotti e così la Maria Elena sì che ti dà Porta a Porta… a sportellate ti prende!”.

 

Tolto un Vespa si fa subito un Ape. Johnny, sempre con l’asciugamani in testa, sente sempre di più di essere parte lesa in questa gara per la conquista di ciò che fu l’impero di Porta a Porta. Intona allora uno spiritual o un canto di lavoro, non si sa bene quale, mentre una lacrima gli bagna l’ispida barba più sale che pepe del suo corazon espinado.

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