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Guerra civile in Rai

Assalto al Tg1 di Johnny, ma i fedelissimi di Bianca respingono. Lotti salva Joe dalla sala mensa

23 Gennaio 2016 alle 06:18

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile dei renziani in Rai. E non solo in via Mazzini. Moiro Orfeo detto Orfei, direttore del circense Tg1, teme di perdere il primato nel cuore di Matteo Renzi. Il premier, infatti, parla con il Guardian, col Sole 24 Ore, con “Porta a Porta” e con lui, invece, patate.

 

Caina attende il Cavallo morente. Guerra civile dei renziani in Rai. L’offensiva mediatica di Matteo comincia e i suoi fireside chats, le chiacchiere al caminetto, Renzi non le fa con il più giornalista dei giornalisti parlamentari, ovvero Marco Frittella, bensì solo con MaryMely che ogni giorno, sul Corriere della Sera, fa un New Deal grande come una capanna a tutti gli altri renziani.

 

Caina attende il Cavallo morente. Moiro Orfeo pensa di mettere al riparo tanta legna per i fireside chats, ordina per Francesco Giorgino una tenuta da spazzacamino, quindi veste Frittella da Mary Poppins pur di non lasciare sguarnito il caminetto di palazzo Chigi e spera: “Chissà, forse Matteo mi parlerà”.

 

Caina attende il Cavallo morente. Ogni guerra ha comunque la sua epica e Moiro Orfeo detto Orfei, allora, col fido Sancho Panza Frittella, comunque ringalluzziti dall’epica vittoria di Saxa Rubra, danno l’altolà a Gianni & Riotto – sconfitto dopo il fallito assedio al Tg1 – e intervengono in difesa di Bianca Berlinguer. Catturano Johnny e Joe Severgnini e li chiudono nella gabbia delle tigri, vestiti da clown.

 

Caina attende il Cavallo morente. La guerra diventa incivile. Riotto, inalberando il vessillo col volto santissimo di Matteo tipo i crociati con quello della Veronica, evade di notte essendo un evaso di notte, e stringe d’assedio la palazzina del Tg3. Prepara scale, arieti e catapulte: “Prenderò Telekabul con la forza!”.

 

Caina attende il Cavallo morente. In cambio di una rubrica fissa dedicata ai suoi noiosissimi viaggi in treno per l’America, Servegnini sopraggiunge coi rinforzi e minaccia Bianca: decolorare la sua bella chioma corvina per renderla identica all’ormai proverbiale frezza bianca Joe, modello suora laica in avanzato climaterio.

 

Caina attende il Cavallo morente. L’astuto Riotto può contare però su un infiltrato renziano nella ridotta di Telekabul: Maurizio Mannoni. Più spietato di Giuda, più infido di Jago, più spregiudicato di Efialte che tradì Leonida alle Termopili, Mannoni cattura Bianca e la offre a Riotto e a Servegnini che già innalzano il rogo per bruciarla come strega nemica di Matteo.

 

Caina attende il Cavallo morente. Guidano la riscossa i giornalisti rimasti fedeli alla Berlinguer; il prode Giuliano Giubilei detto Giugiù, custode del rasoio del Fondatore Curzi, e Giovanna Botteri, cui Obama ha offerto un sommergibile veloce per rimpatriare in tempo. Indossata l’armatura che fu di Giovanna D’Arco, la Botteri cattura Maria Etruria Boschi minacciando di darla in pasto ai feroci risparmiatori di Banca Etruria.

 

Caina attende il Cavallo morente. Di fronte alla terrificante prospettiva, Renzi è costretto a inviare Lotti a trattare lo scambio. Johnny capitola, libera la Berlinguer cui viene rinnovato il contratto direttoriale fino al 2040. Il nostro amato Riotto deve così accontentarsi di “Cent’anni di relatività…”, condotta per cento anni ancora, ma battuto negli ascolti dal “segnale orario”.

 

Caina attende il Cavallo morente. Moiro Orfei e il suo fido Sancho Frittella, chiedono per Servegnini la crocifissione in sala mensa. Deve intervenire Lotti per mitigare la punizione, che viene convertita in una pena da purgatorio dantesco: una nuova serie de “L’Erba dei vicini”, in cui i notai di Crema sono battuti da tutti, anche dagli impiegati del catasto dello Zaire.

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