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Eppure se ne andrà

Rinnovato il patto tra Chigi e il chirurgo Marino, la giunta diventa trendy e renziana

31 Ottobre 2015 alle 06:18

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Ignazio Marino resta in municipio e il Giglio Magico fa di necessità, virtù. Johnny e Joe, ovvero Riotto e Servegnini, diventano assessori. Il rimpasto di giunta diventa trendy e tutta la crème del giornalismo renziano si trasferisce in Campidoglio. La parola d’ordine, anzi, la password, è una sola: “Bacia la mano che non puoi tagliare”.

 

Non è boia, e non molla. Marino ritira il suo già annunciato ritiro, incontra Joe Servergnini che, da par suo, pronuncia il suo primo discorso dal balcone affacciandosi sui Fori Imperiali: “Ti riritiri tu o tiritirità?”. Marino, da par suo, ride ma poiché è vendicativo, accetta di buon grado l’arrivo dei giornalisti renziani ma sull’assessorato alle Unioni civili vuole scegliere lui e sceglie bene. Nomina monsignor Krysztof Charamsa e così fa un dispetto al Santo Padre: “Quanno ce vo’, ce vo’!”.

 

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Salutato dalla folla dei supporter di Ignazio Marino, tre dei quali arrivati da Filadelfia, Joe sparge su di loro gli scontrini – tutti regolarmente vidimati – del parrucchiere di New Orleans dove ha tinteggiato di color testa di moro la sua proverbiale frangetta da suora laica. “Ne farò di tutti i colori!”, dice.

 

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Marino resta sindaco di Roma e Gianni & Riotto detto Johnny, nominato assessore all’Urbanistica, non solo avalla la pedonalizzazione dei Fori Imperiali – comunque sporcati dagli scontrini lanciati da Joe – ma procede con lo sventramento di via delle Zoccolette per farvi costruire una strada a otto corsie modello Detroit, ribattezzata Road Fca, su cui far sfrecciare tutte le automobili di Sergio Marchionne.

 

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Marino si fa tenere, e il Giglio inghiotte. I giornalisti chigisti rassicurano Renzi: “Matthew, ci pensiamo noi”. Tutti vogliono dire la loro ma il genio di Johnny non conosce limiti. La Ferrari non ha avuto più modo di risalire in Borsa ma Johnny, intelligentissimo, ne prende una e la fa salire sul terrazzo del Pincio.

 

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Marino resta primo cittadino dell’Urbe. Riotto è l’assessore simbolo del rinnovato patto tra Renzi e il chirurgo. Infaticabile testimonial della nuova giunta capitolina, Johnny se ne sta alla guida del bolide: sfreccia lungo via del Corso in direzione di piazza del Popolo (ribattezzata piazza Firenze), dà di gas (eco-compatibile) e, con plateale gesto, in diretta streaming, fa un bel paio di corna all’indirizzo dei gufi a significare l’entusiasmo per il made in Italy.

 

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Marino si tiene la poltrona e la giornata di ritrovato fasto – “ti ritiri tu o tiritirità?” – non può privarsi di una nuova dimostrazione di entusiasmo di Joe. Servegnini, infatti, nella sequela di Johnny, sale sul ferrarino, apre il finestrino e mostra il braccino alla folla di ingrati romani a cui – non senza scattare nel gesto dell’ombrello – urla: “Gufi! Tiè!”. Mal gliene incoglie perché Joe si esibisce proprio quando Johnny, pur nella corsa scatenata, è già arrivato al Pincio.
Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. L’altro giornalista di fiducia del premier, pronto alla bisogna, è Fed. E’, appunto Federico Rampini, lo Yanez del new journalism, a prendersi un altro assessorato chiave. E’ quello del Bilancio. Lui non ne capisce una beata acca. Ma non è un problema, dice: “Quello che devo fare me lo faccio spiegare da Carlo De Benedetti”.

 

Non è boia, e non molla. Tiritiritù, tiritirità. Marino si prende pure Rampini e la prima cosa che Fed fa, nella prima riunione di giunta, è quella di mettere gli attivi a Lugano e i passivi a Filadelfia. La prima grana della giunta Marino-Giornalisti comincia però da questa decisione di Fed. Non ci sono gli scontrini. Ci sono solo marchette. Tiritiritù, tiritirità. Marino, però, se ne andrà.

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