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E ora Esprezzoli!

La fusione anche nei giornali. Il Corriere della Repubblica, un esercito marcia verso Milano

10 Ottobre 2015 alle 06:18

Non solo Mondazzoli. Rizzadori anche nei giornali. Anzi, Esprezzoli. Rcs capitola e il Gruppo Editorale L’Espresso fa il colpaccio. Carlo De Benedetti si pappa il Corriere della Sera e così la fusione tra Via Solferino e la Repubblica è cosa fatta. L’Antitrust plaude all’operazione: “Se non si leggono più libri figurarsi quanto possano vendere i giornali”.

 

Non solo Mondazzoli. Rizzadori anche nei giornali. Anche la Santa Sede saluta con un messaggio di complimenti l’avvenuto sponsalizio di Rcs con De Benedetti non senza auspicare una proficua collaborazione con l’Osservatore Romano. Gli uffici del marketing di Largo Fochetti, sollecitati dal Fondatore, si stanno adoperando per aggiornare la versione telematica secondo gli intendimenti di Papa Bergoglio. A breve, dunque, sarà lanciato il portale Ascolta si fa Rsera.

 

Non solo Mondazzoli. Rizzadori anche nei giornali. Ancora meglio: Repuzzoli. A proposito di Fondatore, va da sé che con lui arriva il primo cambiamento. Ad affiancare il suo editoriale domenicale ci sarà, giusto da domani, una colonna riservata a Paolo Mieli. E se dunque Eugenio Scalfari terrà cattedra di filosofia, Mieli, da par suo, si dedicherà alle ancillari digressioni di storia generando nei lettori memoria e rigenerando radici. Non senza dimenticare il Ginseng.

 

Non solo Mondazzoli. Ecco il Corriere della Repubblica. E’ questa la testata definitiva e siccome ogni buon matrimonio d’obbligo a comunanza di tetto, ecco che da Roma, da via Cristoforo Colombo, l’esercito di Repubblica muove compatto alla volta di Milano ed è così che Ezio Mauro, alla testa dei propri giornalisti, prendendo possesso della Sala Albertini, nella sede di Via Solferino, prendendosi il giornale diretto da Luciano Fontana può ben proclamare: “Ce l’abbiamo solo noi!”

 

Non solo Mondazzoli. Ecco il Corriere della Repubblica. I rapporti di forza sono quello che sono, si sa, non si può dire che si arrivi al punto di chiedere ai redattori del fu Corriere di sottoporsi a delle sedute di autocritica e non è certo un esempio di cerchiobottismo, quello di Giavazzi&Alesina, di offrire da subito a Carlo de Benedetti prima un forte applauso e poi un canto di benvenuto a due voci, sulle note dei Matia Bazar: “Solo tu, ci puoi aiutare!”.

 

Non solo Mondazzoli. Ecco il Corriere della Repubblica. Scopa nuova fa il pavimento lustro ma troppo, decisamente troppo servizievole viene considerato Joe Servegnini accorso immediatamente, con la crestina sulla proverbiale zazzera da suorina laica, e il grembiule sexy in lattice choc, portando il té alle cinque in punto. Aldo Cazzullo, forte di educazione sabauda, novello Enrico Toti, lancia l’I Pad in testa a Joe e corre in direzione di Roma. Ed è nella Capitale redenta che Cazzullo, al grido di “possa il mio sangue servire”, espugna la redazione che fu di Repubblica.

 

Non solo Mondazzoli. Ma forse torna il Corriere. Chiamando a sé i Lancieri di Montebello, aiutato nell’impresa da Francesco De Gregori, l’intrepido Aldo – novello Edgardo Sogno – organizza la rivolta contro la fusione da via Cristoforo Colombo, fa un outlet di quel palazzo ancora pieno di souvenir della Repubblica delle Idee, vi alloggia tutti gli scrittori del catalogo Bompiani in fuga da Segrate, e offre una battaglia ai lettori smarriti: “Il mio Corriere è ovunque tu sia”.

 

Non solo Mondazzoli. E’ proprio Rizzadori nei giornali. Simile a un immacolato eroe della Rsi, Cazzullo cade. Come nel più funesto degli 8 settembre, nel giorno dello stipendio, tutti si rivelano tal quale dei Badoglio ed è così che Maria Laura Rodotà accetta di fare la vice Concita, così Ernesto Galli della Loggia vice di Piero Ignazi mentre Federico Fubini, furbo lui, in un colpo di scena bussa il suo oplá dal “Ventre”. Altro non era che il Cavallo di Troia.

 

Non solo Mondazzoli. La fusione anche nei giornali. Non può mancare un caro eroe di questa rubrica, già s’ode il lettore borbottare: “Ma come, non c’è Johnny?”. Eccolo dunque. Lesto in prodigi di agilità dorsale, Gianni & Riotto corre da Matteo Renzi chiedendo di essere accolto nel Corriere della Repubblica nel ruolo che meglio gli compete, dopo il té di Joe, portare egli i biscottini. Ma un no deciso oppone Renzi. “Meglio del té e di ogni pasticcino c’è una sola cosa: la pasta con le sarde. E come la cucina Marcel, ossia Marcello Sorgi, nessuno!”.

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