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Quanto Renzi c’è in te? Tutti fanno il gioco dell’Espresso, pochi superano la prova fedeltà

29 Agosto 2015 alle 06:18

Matteo test, scopri quanto Renzi c’è in te. L’Espresso lancia il gioco e subito si scatena il panico tra i giornalisti. In tanti si sono misurati ma pochi hanno superato la prova fedeltà.

 

Matteo test, scopri quanto Renzi c’è in te. Tutti si sono dati a compilare il formulario preparato dal pool di psicologi del Gruppo De Benedetti ma Nove Colonne, oggi, è in grado di rendere noti i risultati, altrimenti segreti, ottenuti dai protagonisti dell’informazione.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Disperazione in casa Espresso-La Repubblica. Al riparo di occhi indiscreti anche Ezio Mauro si misura con l’inesorabile test. Alla domanda sui premier di una volta – chi vi capita di rimpiangere? – risponde “il sarcasmo di D’Alema”, al quesito “a scuola come eravate?”, clicca sopra “simpatico”, mentre in un’altra trappola semantica, quella sui giornalisti di cui fidarsi, segna senza alcun dubbio Massimo Giletti. Risultato? Renziano sì, ma tendenza Denis Verdini.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Anche Stefano Folli, va da sé – tomo tomo, cacchio cacchio – compila il test. Gli va alla grande, segna tutte le caselle e risulta identico al premier. Con una piccola differenza, però: invece che prendersela con i gufi, chissà perché, il notista politico di Repubblica rivela un’avversione quasi violenta contro le cinciallegre, volatili solitamente graziosi.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Col favore delle tenebre anche il Fondatore, ossia Eugenio Scalfari, penna d’oca in pugno, barra le caselle del test e ne viene fuori, non senza soddisfazione, diametralmente opposto a Matteo Renzi.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Il pool di esperti chiamati al lavoro dal settimanale debenedettiano non fanno in tempo a congratularsi con Scalfari che nella prova finale – pare proprio le macchie di Rorschach – confermano l’estraneità del grande giornalista con l’attuale premier ma rivelano un’incredibile somiglianza, per passioni filosofiche e avventure libertine, con un altro presidente del Consiglio. Non è Bettino Craxi, non Massimo D’Alema, ma il primo socialista chiamato a governare l’Italia: Benito Mussolini.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Gianni & Riotto detto Johnny, il nostro beniamino, va sul sicuro, crede di assomigliare in tutto e per tutto al premier, sono nati nello stesso giorno ma la compilazione delle domande gli riserva una brutta sorpresa. E’ totalmente Renzi-negativo. Anzi, ne viene fuori come “folliniano” e non nel senso di Marco Follini, piuttosto Stefano Folli, tendenza Guido Bodrato.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Alla domanda se si senta cool, smart, chill o fucked, Johnny risponde “smart” ma non supera le english lessons. Viene sovrastato da Beppe Severgnini che gli fa un kill quanto una casa ma, soprattutto, è Marcel, ossia Marcello Sorgi, quello che gli passa sopra la testa ottenendo un lusinghiero riconoscimento senza neppure fare il test: identico al premier. Ogni volta che Riotto si muove Marcel gli fa un Tweet: #johnnystaisereno.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Poveretto, Riotto, si sottopone a iniezioni di Piritol forte 300mg al dì in natiche alternate ma, niente. Non sa che un piatto di pasta con le sarde, confezionato dalle manine sante di Marcel, rende renziani più di ogni altra cosa.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Se Scalfari gode a non somigliare a Renzi, l’intero Corriere piange quando va a scoprire di avere scarsi risultati nella gara a somigliare al premier. Non supera il test, va da sé, Paolo Mieli. Avrà pure aperto un credito a Renzi ma i due non si pigliano nei caratteri.

 

Matteo test, scopri il Renzi che c’è in te. Li prova tutti i test, Mieli, ma una volta somiglia ad Alcide De Gasperi, un’altra a Francesco Saverio Nitti, quindi a Giovanni Giolitti, poi a un altro Giovanni, ovvero Spadolini, quando deluso, scagliando la copia dell’Espresso al muro lancia un urlo disperato, doppiopesista, cerchiobottista e terzista: “Il mio altro da me che sta in me è uno e solo uno: Silvio Ber-lu-sco-ni!”.

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