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Al Quirinale torna Re Giorgio per spiegare all’usurpatore cosa si deve leggere. Cervetti in primis

15 Agosto 2015 alle 06:24

Ferragosto al Quirinale. Ma che Dostoevskij, cominciate con Cervetti piuttosto. Giorgio Napolitano mette i punti sugli “I” e la prepara lui la lista dei libri per le vacanze. Altro che Fedor Dostoevskij. Il presidente della Repubblica effettivo straccia l’elenco dei titoli scelti da Sergio Mattarella, presidente della Repubblica addetto alle bibliografie ed è con Gianni Cervetti che, da par suo, Napolitano apre l’elenco.

 

Ferragosto al Quirinale. Ma che Dostoevskij, Cervetti innanzitutto. Con un colloquio concesso a Marzio Breda, pescando a piene mani nell’oceano migliorista, Napolitano indica il percorso di formazione cui si devono destinare le future generazioni non senza sollecitare la casa editrice Mondadori ad aggiornare il catalogo dei Meridiani con un nuovo e urgente titolo: la raccolta completa de “Le Ragioni del Socialismo”.

 

Ferragosto al Quirinale. Altro che Dostoevskij, urge il migliorismo. Ed è Emanuele Macaluso a far mostra di sé nella celeberrima serie della prestigiosa collana. Gian Arturo Ferrari, accompagnato da Renata Colorni, ha provveduto alla stampa delle prime bozze di una pubblicazione che farà storia. Altro che le squaccherellate di Enzo Bianchi: “La laicità”, ha detto Napolitano, “è patrimonio della nostra Costituzione, non vogliamo, non possiamo e non dobbiamo cedere alla parrocchia”.

 

Ferragosto al Quirinale. Ma che Bibbia, piuttosto l’opera Omnia di Umberto Ranieri. Irritato non poco di aver visto i Corazzieri costretti alla lettura di parabole conventuali, Napolitano non è stato certo diplomatico con quello che – fuor da ogni eufemismo – chiama l’usurpatore: “Di far leggere Solgenicyn non se ne parla. Se poi l’usurpatore continua con i suoi elencucci buoni al più per l’Azione cattolica faccio riattivare i torchi di Editori Riuniti e metto tutti a leggere le opere di Alessandro Natta, altro che!”.

 

Ferragosto al Quirinale. Mattarella si fa bello coi titoloni, Napolitano lo sopravanza coi veri libroni. Le opere di Enrico Morando sono già sul tavolo dei più importanti editori nazionali e internazionali. “Uè, Marzie’”, dice ancora Napolitano nel colloquio con Marzio Breda, “ma ti pare ’o vero che l’usurpatore si legge a William Somerset Maugham, a Paul Claudel e a Thomas Eliot?”.

 

Ferragosto al Quirinale. Napolitano sale in cattedra e assegna, da par suo, i compiti per le vacanze degli italiani. “Quello, ascolta a me” – ha detto ancora Napolitano – “se arriva a leggersi l’amico Johnny & Riotto già è tanto. Capisce dove e come può fare figura e fa la citazione colta. E’ per questo che ha detto di leggere Aldo Cazzullo, per fare figura, così come ha detto di leggersi Johan Huizinga. Ma l’usurpatore, credi a me, è cosa di mettersi a leggere Severgnini”.

 

Ferragosto al Quirinale. Mattarella, poverino, cerca di fare la sua figura ma Napolitano, severissimo, gli strapazza la bibliografia: “Ma quale Luigi Salvatorelli, quale Benedetto Croce… quali tanti altri di cui parla l’usurpatore”, quasi sbotta il capo dello Stato effettivo, cercando di porre rimedio alle ricettucce letterarie proposte dal capo dello Stato in carica. Ecco il tonante monito: “Li vorrei conoscere questi tanti altri di cui si parla al Qurinale ma voi giovani, ragazzi, italiani tutti, leggetevi a Paolo Franchi!”.

 

Ferragosto al Quirinale. Mattarella finisce come testimonial della pubblicità Mondadori, “Cominciate con Dostoevskij, cari ragazzi” e manca poco che Napolitano, per riparare alla gaffe del successore, non gli metta il carico da undici: tutti i discorsi di Fabrizio Barca, le relazioni tecniche di Giuliano Amato e il ricettario di Marcel, ovvero Marcello Sorgi, “attraverso il quale, ragazzi, giovani e italiani tutti, potrete conoscere gli esatti ingredienti del suo piatto forte: la pasta con le sarde che tutto il mondo ci invidia”.

 

Ferragosto al Quirinale. A Mattarella butta proprio male in compagnia con i dieci scrittori capitanati da Severgnini, si ritrova a far la reclame a La Lettura e Napolitano, invitto, mette fine alla schermaglia polemica e si rappacifica con Eugenio Scalfari del quale, indistintamente, assai caldamente, consiglia tutti i libri: “Compreso quello in uscita a settembre, di cui – scusate se è poco – aggio leggiuto già ’e bozze!”.

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