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Ricchi premi e cotillon

Arriva il nuovo dg, amico degli amici. Schiene dritte tutte in fila ai cancelli di Viale Mazzini

8 Agosto 2015 alle 06:18

Tutti primi nell’orto di Campo dell’Orto. Il più geniale dei geniali è diventato direttore generale della Rai e le prime firme dalla schiena dritta in attesa della seconda infornata (dopo la prima, quella dei giornalisti pensionati reclutati in cda) si presentano ai cancelli di Viale Mazzini. Primo tra tutti, va da sé, Johnny Flop. Ma volete vedere che Gianni & Riotto detto Johnny sarà ancora una volta battuto da Marcel, ovvero, Marcello Sorgi?

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Non è però detta l’ultima parola. Johnny – accompagnato dai suoi fan, tutti con stage nei tinktanki americani – presenta al nuovo cda, riunito a Spotorno, coi giornalisti del suo seguito, il suo smagliante curriculum. E’ controfirmato da Andrea Vianello. Una marca, una garanzia: mai tanti flop in una sola estate.

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Grande ressa di chigisti a Viale Mazzini. Tutti i giornalisti incaricati di seguire Matteo Renzi sono cooptati in Rai e a ciascuno di loro è assegnato un posto di assoluto privilegio in palinsesto. Fuori gara, in cotanta calca, Maria Teresa Meli. La prima firma del Corriere della Sera, infatti, presterà il suo volto alla nuova Rai. Andrà a sostituire il monoscopio (assicurandosi un ascolto superiore a Padiglione-Italia o “3131”, la nota trasmissione dell’imperdibile Johnny su Rai3).

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Trenta denari non si negano a nessuno. Arriva il nuovo dg, che è amico degli amici, e tutti i giornalisti di fiducia possono finalmente riscuotere premi e cotillon dal governo. A “Uno Mattina” vanno le signorine grandi firme di Europa, o di quel che fu, quindi – a “L’Arena” di Massimo Giletti – non andrà più Giletti ma con Rosario Crocetta che se ne resta ospite fisso lì, a turno, come conduttori ci saranno i redattori dell’Espresso.

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. “Ascolta si fa sera”, è risaputo, va a Erasmo D’Angelis, momentaneamente direttore dell’Unità, incaricato di reggere il manto celeste di Maria Elena Boschi e di cantarne le laudi visto che al Tg1, al Tg2 e al Tg3 ci saranno, con le preghiere, le opere di bene. Altro che Guelfo Guelfi, marchette di ogni foggia saranno a disposizione dei vassalli e valvassori del rottamatore.

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Il ponte di comando di quella che è, secondo le regole della neo presidente Monica Maggioni, la news-room, aggiorna la scaletta. Non più cronaca bensì “narrazione”. Non più interni ma “Storytelling”. Non più società e costume, solo e soltanto cose cool.

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Ed ecco Graziano Delrio mentre inforca la bicicletta e percorre la trazzera dei Cinque stelle. E’ quella tutta su e giù che congiunge l’autostrada Palermo-Catania. Il ministro fora e strepita: “Gna fa!”. Ed ecco quindi Dario Nardella, sindaco di Firenze, a bordo del suo tram, dà un passaggio a Giorgio Napolitano e lascia appiedato Sergio Mattarella. Ed ecco, infine, Luca Lotti mentre… moltiplica pani, giornali e pesci, resuscita frequenze, fa camminare le torri e i piloni di trasmissione sulle acque, ospita le Maddalene redente dell’Ncd (indicate da Paolo Messa) e spettina Gianni Letta.

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Il più geniale dei geniali è diventato direttore generale della Rai e le prime firme dalla schiena dritta, giusto in attesa di acchiappare l’osso, prendono trasmissioni avendo esaurite le direzioni. Ed ecco il fior fiore del giornalismo sotto l’occhio spietato della telecamera. Ecco Mario Calabresi, ecco Francesco Bei, ecco Massimo Giannini (si dirà, c’era già, ma verrà replicato ogni due ore).

 

Tutti primi nell’orto di Dall’Orto. Non ci credevate, vero, che anche questa volta Marcel, ovvero Marcello Sorgi, avrebbe ancora una volta sorpassato in volata Johnny? Ebbene sì. Ben più che Rai, molto più che l’orto di Dall’Orto, di più e sempre di più: le Loro Maestà Britanniche, a bordo del Reale Transatlantico della Regia Marina, incrociando Marcel al largo di Lipari, non hanno voluto sentire ragioni: è troppo very well. Altro che Rai, per Marcel. Sorgi va alla Bbc. Senza passare dall’orto di Dall’Orto.

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