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Dopo Johnny diluvia

Filastrocca in rime anarchiche sull’insuccesso di un miricano che a qualcosa mette sempre mano.

1 Agosto 2015 alle 06:00

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta (ma con Johnny a Rai3 per nessuno più ce n’è). L’hanno dato per fardello al pur povero Vianello ma già nella sola Viggiù il monoscopio fa di più (e tra mazzi e lesti razzi – di cui tutti sono pazzi – si risolve solo in lazzi).

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. Lui di share ne fa pochino, giusto un piccolo assaggino, più che bravo conduttore egli è un forte distruttore. Di una rete ne fa strame a profitto di sue trame, egli intreccia merendine a uso di sviolinatine e se l’auditel rovina sol per lui sale la china, Johhny è infatti americano e a qualcosa mette mano.

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. Qui comincia l’avventura del nemico degli ascolti che però, grazie ai salotti, becca sempre trasmissioni da cui fuggon spettatori, in milioni di milioni ma lui proprio non demorde, anzi, trova nuove corde e se Agnelli lo accasava in quel di Solferino, a Vianello, poverino, Johhny fabbrica un destino: retrocesso, meschinello, a un ruolo di bidello!

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. “Metti in sesto il palinsesto ché Riotto è troppo lesto, si accaparra la puntata e la rete è già sfasciata”. Così grida, tra alti lai, l’incolpevole Vianello il cui nome, giusto Andrea, ormai evoca marea. In un guaio è sprofondato con Riotto, a suo tempo, a lui stesso rifilato da salotto altolocato.

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. Si profila l’avventura del nemico degli ascolti assai amato dai salotti. Sfascia una trasmissione ma già trova l’assegnone, tosto va a farne ancora e poi sorge a nuova aurora. Se ne va a Rai1 e si prende Studio Uno. Incapace, poi, qual è, Johnny poi va a “Techetechetè” ma fa danno come a Rai3. E se poi va da Vespa Bruno, lui si suca tutta Rai1.

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. Sa ingoiare le puntate come fossero crostate; l’ingordigia è il suo blasone, ghiotto al pari di un barone; ogni spazio è cosa buona e su tutto egli conciona. Il prestigio non gli difetta e di ogni cosa prende una fetta. Un pezzetto dell’“Arena”, così pure di “Agorà”, dove coglie qua e là, senza tema di quaquaraquà.

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta (come già con Rai3, per nessuno più ce n’è). Ma se poi finisce l’etere gli convinere di ripetere il trionfo nei giornali dove egli non ha eguali. Certo assai gli rode avere il Marcello sul sedere ma se Sorgi è bravo assai, Johnny è amico dei salotti e tanto assai di Lotti Luca cui si pregia esser feluca (e, se vuol, un fiero duca).

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. Egli aduna in adunata i floppisti di giornata, suoi fedeli esecutori, sparsi in vari luoghi e settori, tutti lesti e pronti bastonatori di color che, terroristi, sfottono il miglior de’ giornalisti. Ed è vero, non c’è scampo, quando c’è Riotto in campo. Se in tivù è sfollagente, alla Stampa è come un Re, tale e qual come Rai3. Come lui non ce n’è.

 

Corri a casa in tutta fretta, c’è un Riotto che ti aspetta. Fa di più Francesca Barra, più perfino anche “La Gabbia”, per Riotto è tutta rabbia, con “In Onda” non c’è sponda, ma nessuno se ne abbia perché Johnny è fortunello, gli va in sorte, poverello, l’incolpevole Vianello.

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