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E’ la Smorfia, bellezza

Dopo 47-35 di Johnny Riotto, tutti i giornalisti danno e vogliono i numeri. Beppe vorrebbe il 23

18 Luglio 2015 alle 06:18

E’ la Smorfia, bellezza! Non solo Johnny, tutti i giornalisti danno i numeri. Dopo “47-35, Parallelo Italia”, il talk cool di Riotto, non c’è prima firma che non reclami per sé un numero identificativo. Non la matricola penitenziaria, per carità, bensì un numero da affidare alla lotteria smagliante del successo.

 

E’ la Smorfia, bellezza. Johnny ha il 47 – è il morto che parla – per coerenza, infatti, intervista Corrado Passera il cui partito, appena partito, già risulta stecchito, ma Riotto ha anche il 35, e cioè l’uccello, a significare le speranze perse e le illusioni: non gli riuscirà mai, infatti, di superare Marcel, ossia Marcello Sorgi. Sarà sempre sulla sua strada e mangerà, alla faccia di Riotto, la più buona delle paste con le sarde!

 

E’ la Smorfia, bellezza. Tutti i giornalisti danno i numeri. Comincia, da par suo, Beppe Severgnini, vuole per sé un bel 23 ma Eugenio Scalfari ha più charme e competenza e se lo prende. Si sa, impenitente libertino, Eugenio, il fondatore di Repubblica, quando vede un bel 23 non sente più ragioni: “E’ mio, è mio!”. Sodo e rotondo, il 23, è subito diventato suo.

 

E’ la Smorfia, bellezza. Non solo Johnny. La paura fa 90 e con il sacchetto della tombolata in pugno, Severgnini spera di farci almeno una quaterna: 32, 54, 13 e 76. Il 32 è il capitone. Non è specificato però se fritto, alla brace oppure bollito.
E’ la Smorfia, bellezza. Ambo, terna e quaterna. Il 54 è il cappello. Severgnini lo indossa e si dà tono, come quando passeggia per Crema. Il 13 è Sant’Antonino, il 76 è la fontana e Bepy, dunque, smorfia il tutto non senza opportuna traduzione in inglese: Saint Antony with hat eat fish and wash it at the fountain. Insomma, una cosa così.

 

E’ la Smorfia, bellezza. Tutti i giornalisti danno i numeri. Ma anche le pensatrici. E ci pensa Francesca Campana Comparini in Carrai, teoreta della Leopolda, nota alla mamma per le sue conoscenze filosofiche, molto ascoltata presso le Accademie di tutto il mondo, decisissima a volere il 17.

 

E’ la Smorfia, bellezza. E che bellezza! Ieri era anche di venerdì, Francesca Campana Comparini ha tutti i Lumi a posto e non teme né corvo, né gatto nero, né stella vuota e con il dieci più sette, infatti, ha voluto significare un avvicinamento all’88, ‘o provolone, simbolo di abbondanza e parente degli 80 euro e spicci elargiti dal governo di Matteo Renzi, il compariello del marito suo.

 

E’ la Smorfia, bellezza. Non solo Johnny. Francesca Campana Comparini ci ha fatto, insomma, un trattato, l’ha scritto tutto coi numeri maiuscoli e Mario Calabresi, il direttore de La Stampa, non ha esitato un attimo nel pubblicarglielo. Con commento di Massimo Gramellini, va da sé: “Avrò cura dei numeri secondi!”. Chiara Gamberale, va da sé, non la prende bene. Sceglie il 42, ‘o cafè, e glielo serve già zuccherato a Gramellini, “ma con gocce 18 di Guttalax”.

 

E’ la Smorfia, bellezza. Tutti i giornalisti danno i numeri. Il 18 è il coltello insanguinato. Ed è il numero scelto da Maria Teresa Meli, esegeta del Rottamatore, interprete di ogni tweet, filologa di ogni slide e sta a significare, nella cifra scelta, tutto in termini di passione, furore, vitalità e vita.

 

E’ la Smorfia, bellezza. Non solo Johnny. Tutti i giornalisti danno i numeri. La Meli con più vigore. Se ne va sempre in giro per Montecitorio, palazzo Chigi e il Senato e ripete tra sé e sé: “18-18-18-18”. La ferma Claudio Tito, esegeta, interprete e filologo di Repubblica, e le domanda: “Scusa, perché dici sempre 18?”. Lei lo fulmina, passa avanti e urla in piena sala stampa: “Ecche qua! N’antro gufo: diciannoveeee!”.

 

E’ la Smorfia, bellezza. E che bellezza. 19 per l’appunto. E’ la risata. Ed è il numero scelto ancora una volta da Beppe Severgnini. Carico di buonumore, s’è fatto dare una trasmissione da Andrea Vianello giusto per aiutarlo a mantenere il livello dei flop e, come Riotto che ha lanciato su face un sondaggio – taglio o no la barba? – Bepy fa lo stesso con la sua mitica frangetta da suora laica. Ed è tutto una smorfia. E che smorfia.

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