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Tutti per il Nì

I giornali italiani guardano alla Grecia e si mobilitano per governare il caos di Atene

4 Luglio 2015 alle 06:18

Pirulini del Pireo. Né con il No, né con il Sì. Tutti per il Nì. Tutti i giornali italiani guardano alla Grecia. Beppe Severgnini, il più lesto del Corriere della Sera, arriva per primo. Mette i pantaloncini alla zuava con il pon pon alla caviglia. Indossa il cappelluccio e, col fucilino in spalla, monta la guardia al Partenone: unò-nò, unò-sì, unò-nì, avanti march!

 

Pirulini del Pireo. Tutti per il Nì. Uno spettacolo vedere Bepy darsi da fare. Europeista convinto, ma anche no, Severgnini si offre per tradurre ogni aoristo nella lingua degli italians per regalare così ai greci una maturità degna della Ue ma è Federico Fubini, autorevole editorialista di economia e spiccioli, a tenere alto il livello di Via Solferino offrendosi come guardia giurata presso i bancomat di Atene. E’ preciso spiccicato Vito Catozzo, il vigilantes del “Drive In” interpretato da Giorgio Faletti: “Con la Troika ci parlo io, ci parlo!”.

 

Pirulini del Pireo. Né con il No, né con il Sì. Tutti per il Nì. Tutti i giornalisti di serie A si mobilitano per governare il caos ellenico. Il più bravo di tutti, va da sé, è Gianni & Riotto. Ed è Johnny, infatti, deciso a prendere il Minotauro per le corna, che vola alla volta di Creta e si propone – armato di fischietto e paletta – di dirigere il traffico nel Labirinto, superiore perfino a quello di Palermo, per far votare tutti per il Nì, solo che come al solito Marcel, ovvero Marcello Sorgi, lo ha già preceduto.

 

Pirulini del Pireo. Tutti per il Nì. E’ coi deliziosi effluvi di un piatto di pasta con le sarde che Marcel ha catturato l’Idra a Sette Teste polverizzando i record di Eracle, altro che i fischietti di Johnny. La signora Idra, dal canto suo, trascinata a Torino, viene alloggiata in uno sgabuzzino de La Stampa – precisamente quello dove Massimo Gramellini conserva le copie dei suoi libri da consegnare dopo, con tanto di autografo, alle sue ammiratrici – ed è lì che l’Idra, leggendo “Cuori allo specchio”, perde le sue Sette Teste per l’autore. Gli si butta tra le braccia e gli dice: “Fammi tua”. Molto cortese la risposta di Gramellini: “Posso dirti solo Nì”.

 

Pirulini del Pireo. Né con il No, né con il Sì. Tutti per il Nì. A grande richiesta, dalla Tessaglia e dal Peloponneso, dall’Arcadia e dalla Calcidica, dalla Beozia e dalla Laconia, un solo coro: “Dateci Francesca Campana Comparini”. Ed è l’importante e autorevole filosofa ad accorrere dalle Sporadi alle Cicladi per fare uscire i greci dalla caverna delle ombre e accompagnarli nell’iperuranio di tutti i Gigli magici.

 

Pirulini del Pireo. Tutti per il Nì. Inutile dire il panico, nei giornali italiani, per aver perso l’occasione di avere con la Campana Comparini un inviato di eccezione. Ed è Vanity Fair ad assicurarsi le corrispondenze della signora, coniugata Carrai. I collegamenti tivù, va da sé, solo con Sky, con Maria Latella. I greci, pur tra i loro mille problemi, non hanno esitato ad aprire l’Accademia per meglio onorare l’arrivo della filosofa i cui pensieri fanno letteralmente volatilizzare, tra le nebbie della presunzione, gli Aristotele, i Platone e tutti i presocratici, Eraclito compreso.

 

Pirulini del Pireo. Tutti per il Nì. Manca poco e anche Varoufakis si convince. E Alexis Tsipras scappa dalla moglie Betty pur di ascoltare la Campana Comparini. “Ma quale Talete, quale Anassimandro e Anassimene! Basta con queste troike buone al più per il manuale di Eustachio Paolo Lamanna. Non ce n’è uno, tra questi, che sia degno di lei”, commenta entusiasta Andrea Vianello, direttore di Rai3, deciso a offrirle – pur di strapparla alla concorrenza – una trasmissione intelligente e charmant in co-conduzione con Ilaria Cucchi e Concita De Gregorio. Le convoca e però non gli dicono Sì, neppure No, ma tutte e tre – nel frattempo che Marco Carrai si compra tutta la Grecia – rispondono Nì.

 

Pirulini del Pireo. Né con il No, né con il Sì. Tutti per il Nì. La Grecia è sul baratro, domani si saprà qual è la decisione sovrana del popolo greco ma è Ezio Mauro ad avere, infine, l’idea definitiva per dare aiuto ad Atene. Organizzare la trasferta ellenica de La Repubblica delle idee. E così a Delfi, con Natalia Aspesi, pronta a dir Nì. A Sparta, con l’immenso Paolo Rumiz; a Olimpia, poi, con la divina Elena Stancanelli e a Chio – va da sé, fosse solo per Io – con l’unico che non dice mai Nì, ma solo Sì o solo No, ovvero Eugenio Scalfari, il più greco di tutti i greci. Praticamente un magno-greco: un calabrese!

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