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Trasvolatori

Obama vuole tutti i renziani con sé in America, in cambio offre aiuto per sbloccare le cose al Corriere

19 Aprile 2015 alle 06:15

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Il presidente americano Barack Obama (foto LaPresse)

Like-like & lecca-lecca. I giornali italiani raccontano con sobria cronaca il viaggio del premier negli Stati Uniti. Altro che Fonzie, è tutto un like per Matteo Renzi che sbarca a Washington. Renzi, infatti, si mette in tasca anche Zio Sam. “L’accoglienza americana a Renzi”, scriveva ieri, da par suo, il Corriere della Sera, “è quella riservata a personalità di grande riguardo: conferenza stampa congiunta nel Giardino delle rose e alloggio alla Blair House”. Vi dormì anche Silvio Berlusconi. E però senza il lettone di Putin.

 

Like-like & lecca-lecca. Barack Obama è sempre felice d’incontrare Renzi. Gli batte il five, gli mette il like su ogni post e si fa dare tutti gli spin di Pontassieve, bravissimi nel fare il #cambiaverso anche in America perché, insomma, è la slide che traccia il solco ma è il tweet che lo difende.

 

Like-like & lecca-lecca. Il presidente americano si fa spiegare tutto da Renzi. Con lui, infatti, discute i dossier più caldi, compreso quello delicatissimo di una trattativa segreta che riguarda proprio Via Solferino su cui Obama, vista l’impossibilità di portare al Corriere Mario Calabresi o, comunque, uno trendy, ha caldeggiato l’unica soluzione possibile: sostituire Ferruccio de Bortoli con de Bortoli Ferruccio. E chiamare Sergio Marchionne al tavolo del Patto di sindacato della Rcs: “Ha salvato la Chrysler, salverà l’informazione in America”.

 

Like-like & lecca-lecca. Molti, in verità, sono i nomi papabili del vivaio renziano, perfetti per il Corriere della Sera, ma il premier ha scelto di accogliere la proposta di Obama e correre in soccorso agli Usa offrendo all’Alleato tutti i campioni delle news, tutti i grandi cervelli che la grande America c’invidia e, tra loro, anche la filosofa delle filosofe, la vispa Francesca Campana Comparini in Marco Carrai chiamata a preparare la campagna elettorale di Hillary Clinton in corsa per la Casa Bianca.

 

Like-like & lecca-lecca. Renzi arriva in America coi suoi cari e finalmente gli Usa possono godere di un ricambio rigenerante e perciò Gianni & Riotto detto Johnny va al vertice della Columbia University (mentre Marcel, ossia Marcello Sorgi, come al solito lo supera; è supplicato da Obama: “Accetta di guidare la Nasa!”), Beppe Severgnini detto Bepy va a dirigere il New Yorker e la già acclamata Francesca Campana Comparini completa il terzetto del genio italico in trasvolata atlantica aiutando non solo Hillary Clinton ma anche Madonna nella sfida finale con Nonna Abelarda.

 

Like-like & lecca-lecca. Le sobrie cronache, intanto. La Repubblica, non può non sottolineare come Renzi sia per Obama “fonte di ispirazione continua” e come i due – senza perdere tempo con la minoranza del Pd – siano “due leader progressisti, di sinistra”. E se la prima forte emozione, nel suo viaggio, la settimana scorsa, il presidente americano l’ha vissuta visitando la casa di Bob Marley, figurarsi cosa deve essere aver visto Renzi che forse non è tanto intonato ma è assai bravo a cantare “volavolavola l’Ape Maya” in giamaicano, accompagnandosi in un collaudato duo, estero su estero, con Federica Mogherini.

 

Like-like & lecca-lecca. “L’eccitazione dello staff obamiano è ai massimi livelli”. Così, Federico Rampini, in un editoriale, mette le cose a posto e smentisce la cronaca di appena ieri a firma di Francesco Bei. In un incauto resoconto, infatti, Bei riteneva erroneamente che fossero gli italiani a mostrare soggezione verso l’inquilino della Casa Bianca. E’ l’esatto contrario: tutti i tech guru, Alec Ross in testa, non vedono l’ora di farsi spiegare come fare i selfie. Anche perché Obama sempre a un solo selfie pensa, a quello che si fece a suo tempo con Stefania Prestigiacomo…

 

Like-like & lecca-lecca. I giornali seguono il viaggio di Renzi in Usa. E con Rampini, giunto a Washington in tuta di seta e calze di lana, convengono anche tutti i tigì Rai, quelli Mediaset e il tg di Enrico Mentana, primo, come al solito, nel dare la notizia delle notizie: Obama ha chiesto a Renzi un altro favore, chiedere alla filosofa delle filosofe, Francesca Campana Comparini in Carrai di fare da precettore alle bimbine sue, quanto meno una spolverata di cultura generale. Like-like & lecca-lecca, oh yeah!

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