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Rimpastati

La Boschi dirigerà il Corriere, @ale_moretti a “In Mezz’ora”, Severgnini allo Zecchino d’oro

4 Aprile 2015 alle 06:23

Rimpastati

Maria Elena Boschi (foto LaPresse)

Non solo infrastrutture, Graziano Del Rio va alla guida del Corriere della Sera. Il rimpasto arriva nei giornali. Basta poteri intermedi, basta sindacati e basta direttori nominati dagli editori. #italiacambiaverso e perciò ci pensa il governo mettendo in campo ministri plenipotenziari.

 

Non solo infrastruttura, il rimpasto arriva nei giornali. Quota rosa, ovviamente, per Largo Fochetti. Direttore di Repubblica, infatti, sarà Maria Elena Boschi. Lì c’è tanto da rottamare ed è tutta fatica inutile, per Natalia Aspesi, di farsi le treccine. La Boschi tira dritto: tutti i bimbi venuti con lei, in Italia, dal Congo, già sono stati selezionati per lo stage in redazione.

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto arriva nei giornali. Del Rio al ponte di comando di Via Solferino e Dorina Bianchi è già al posto di Beppe Severgnini. Basta coi gufi in redazione, il decisionismo di Matteo Renzi svecchia il quotidiano e al posto di Giavazzi & Alesina, arrivano Lupi & Alfano perché, va da sé, è pur sempre il giornale dei moderati il Corriere.

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto arriva nei giornali. Del Rio nomina inviati i propri figli, ben nove contratti, ma lo scacco matto, il ministro, lo assesta al sempre particolarmente focoso cdr di Via Solferino. Chiama alla condirezione (facente funzioni) Antonella Manzione, ed è questa – già comandante dei Vigili urbani a Firenze – a fronteggiare il sindacato organizzando le assemblee direttamente nei capannoni di Expò, in verità pericolanti ma corredati tutti da statue in grandezza naturale di Andrea Guerra.

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto arriva nei giornali. Le idee di Matteo Renzi sono chiare: #italiacambiverso e perciò nessuno può pretendere di scappottarsi il rinnovamento. Alla presidenza di Rcs-Libri, fintanto che non si vende, va una personalità di primo piano. Sostituire Paolo Mieli, infatti, non è uno scherzo da niente e però Renzi sa cosa fare. Ci va Raffaele Cantone, il magistrato anti-camorra, anti-corruzione e anti-abigeato.

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto arriva nei giornali. Severgnini non l’ha presa bene e però Matteucciu suo sa come ripagare Bepy. Lo mette a capo del coro dell’Antoniano e la nuova edizione dello Zecchino d’Oro è tutta sua. Vestito da Mago Zurlì, Severgnini, saprà come scaldare i suoi piccoli fan preparandoli a fare Clap and jump a Renzi. Giudice di gara, a garanzia della trasparenza, Raffaele Cantone.

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto arriva nei giornali. Ma anche in tivù. Il posto di Lucia Annunziata, “In Mezz’ora”, è già assegnato ad Alessandra Moretti. Dopo le regionali, infatti, l’affascinante ladylike prenderà il posto dell’agguerrita giornalista (Massimo Giletti sarà confermato all’Arena).

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto sfiora i palinsesti. Luca Lotti, il potente capo dei renziani di lotta e assegnazione, farà “Ballando sotto le stelle” mentre Fedez, il rapper, sarà impegnato in una trasmissione storica: “Ascolta, si fa sera”. Maria De Filippi, invece, non si limiterà al solo Roberto Saviano. D’intesa col signor premier, infatti, ad “Amici”, arriveranno Oscar Farinetti e Alessandro Baricco. Una finestra speciale, però, per Raffaele Cantone.

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto arriva nei giornali. Mario Calabresi lascia la direzione della Stampa e va al Quirinale con l’incarico di segretario generale. Il quotidiano di Torino, nell’enigmatica strategia di Renzi, è escluso dal giro dei rimpasti. Nessun ministro plenipotenziario dunque, ma un vero giornalista. Marcel, ossia Marcello Sorgi, è nominato direttore. Fonti ben informate, da palazzo Chigi fanno sapere: “E’ un interim, serve a frenare l’avanguardismo di Johnny!”

 

Non solo infrastrutture, il rimpasto non si ferma neanche davanti a Johnny. Gianni & Riotto detto Johnny non s’è dato per vinto e ha chiesto e ottenuto di avere “D-Day”, la trasmissione di storia di Paolo Mieli e Tommaso Cerno su Rai3, così da riuscire a scrivere una memorabile pagina nell’albo d’oro degli storici ed evitare ancora una volta l’arrivo di Raffaele Cantone, poveruomo già impegnato su troppi fronti.

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