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Il Patto s’è rotto

21 Marzo 2015 alle 06:12

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. Fallito il tentativo di saldare Berlusconi a Renzi anche i giornali devono adeguarsi. Francesco Giavazzi va con Angelino Alfano, Alberto Alesina resta con Matteo Renzi. Con Berlusconi, invece, ci va Severgnini. Il grande giornalista non trova più motivazioni al Corriere della Sera e con l’immarcescibile mascella – metà tolla e metà piritolla – lancia il cuore oltre l’ostacolo e, da par suo, rivolge al Cav. un accorato appello: “Chiamami Bepy, sarò il tuo Signorini!”.

 

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. E’ la Rai che traccia il solco, ma è il Corriere che lo difende. L’opera di renzizzazione dell’informazione procede spedita là dove il Patto rallentava tutto. Dove c’erano i Lupi, arrivano gli Agnelli. E con gli Agnelli, per interposti Elkann, arrivano i Lotti. Luca Lotti – l’uomo chiave di Renzi nell’editoria – s’insedia nella Sala Albertini, nella redazione del Corriere a Via Solferino, e da lì dispone di lottizzare ogni desk.

 

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. Renzi, degno erede di Cesare Previti, non fa prigionieri. Scatena i lacché nelle redazioni e marcia inarrestabile verso il totale possesso del consenso. Perduto il pezzo forte, ossia Severgnini, lancia l’asso di tutti gli assi alla direzione del quotidiano. E’ Alfonso Signorini: “Altro che il Corriere in minigonna di Paolo Mieli”, dichiara Lotti entrando tra i botti, “direttamente in tanga e bikini, con Signorini”.

 

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. Aldo Cazzullo, firma della prima pagina, viene sottoposto a un duro interrogatorio. Su Cazzullo, infatti, pesa un’accusa: preso dal fervore patriottico non ha mai seguito l’esempio di tanti suoi colleghi sempre ben lieti di glorificare il nascente Partito della Nazione. Il sabaudo Cazzullo pende, infatti, verso il Quirinale o Redipuglia ed è per questo che il bullo del Giglio, poi, si fa saltare la mosca al naso. Lotti lo trae in arresto e detta un dispaccio subito diffuso via tweet: “Si sciolgano i Nazareni e si istituiscano i tribunali speciali”.

 

Si sciolgano i Nazareni! Rotti i patti in tutti i giornali si va al processo. Ed è Maria Teresa Meli a presiedere il collegio giudicante mentre a svolgere le funzioni di pubblico ministero c’è nientemeno che Gianni & Riotto detto Johnny, la cui presenza al Corriere è obbligata in virtù di un principio: la separazione delle carriere. Non avendo nulla da fare alla Stampa potrà almeno fare un favore a Renzi, perseguitando i ribelli al Corriere.

 

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. Figurarsi il Patto di Sindacato della proprietà di Via Solferino. Francesco Verderami, per esempio, dopo la requisitoria di Johnny, viene spedito al confino, a Vibo Marina, costretto a leggere il Memoriale di San Leone. E’ il napoleonico diario vergato in esilio da Angelino Alfano, in attesa dei Cento Giorni. Pierluigi Battista, reo di sfacciate ostilità, viene espulso dalla tifoseria della Juventus da Yaki Elkann e recluso all’interno del museo del Milan (mentre Aldo Grasso, un altro insensibile al richiamo del Giglio, viene mandato a far la guardia alle Vacche di Aldo Busi, villeggiante con gli ultimi degli alfaniani).

 

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. Quel che farà Renzi al Corriere della Sera è già un presagio di ciò che succederà in Rai dove – citando Previti, l’unica eredità del Patto cui Renzi resta fedele – “non si faranno prigionieri”. Dalla Rai si riprende Massimo Giannini, lo solleva dall’incombenza di stramazzare con “Ballarò” e lo mette nell’ufficio di Filippo Sensi, alias Nomfup, per fargli fare un talk in streaming intervistando nel giro di un’ora tutti i 69.247 follower del Nomfup stesso (e così, garantirsi, con gli ospiti, un ragguardevole numero di ascoltatori).

 

Si sciolgano i Nazareni! Ohibò, rotti i patti in tutti i giornali. Renzi si prende Daria Bignardi da La7, così da non fare più restare Urbano Cairo coi capelli dritti a causa delle “Invasioni Barbariche”, e la mette alla direzione della Stampa. Il patto del Nazareno è più che rotto e il direttore uscente, Mario Calabresi, va alla direzione di Chi, il settimanale Mondadori. In quota Mattinale, va da sé.

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