Sulle intercettazioni
“La questione della intercettazione si chiarirà presto” diceva ieri Attilio Bolzoni su Repubblica Tv. Può essere. Ma intanto le posizioni dell’Espresso e della Procura si sono precisate in modo che una esclude l’altra.
17 AGO 20

“La questione della intercettazione si chiarirà presto” diceva ieri Attilio Bolzoni su Repubblica Tv. Può essere. Ma intanto le posizioni dell’Espresso e della Procura si sono precisate in modo che una esclude l’altra. Il procuratore nega perentoriamente l’esistenza del file, il direttore del settimanale conferma che un suo redattore ha sentito l’audio e ha preso appunti. Nessuno dei due può essere così sprovveduto da mentire, visto che una verifica è pur sempre ipoteticamente possibile, eppure la logica non dà scampo : uno dei due sostiene il falso e dunque non resta che pensare che sia stato tratto in inganno. Finora siamo stati in equilibrio sul filo della logica,per quanto possibile, ma da qui è inevitabile scivolare nelle sabbie mobili della dietrologia. Per l’intanto si svolgono dibattiti surrealmente assertivi su qualcosa che si è costretti a declinare al condizionale. Si chiarirà presto dice Bolzoni e appare sicuro. Eppure non può non sapere che la Sicilia è particolarmente refrattaria ai chiarimenti, fossero anche tardivi. Tutto a Palermo si trasforma subito in una desolata giungla di specchi, la “wilderness of mirrors” che tanto piaceva citare, da una poesia di T. S. Eliot, a James J. Angleton, capo della Cia un po’ fanatico ma spia di grande acume e buona cultura, che in Sicilia c’era stato e chissà quante volte avrà avuto modo di sfoggiare la citazione del verso di Eliot.