E’ lui il rosenkavalier

Per capire il rapporto di Alberto Arbasino con la musica e “soprattutto con il teatro musicale –  dice al Foglio il grande critico Mario Bortolotto – bisogna andare alle prime pagine dell’‘Anonimo lombardo’”. Sono quelle in cui il protagonista racconta all’amico Emilio il coup de foudre per “un Giovin di capelli nerissimi e largo di spalle”, intravisto alla Scala alla prima della “Medea” di Cherubini, con la Callas diretta da Bernstein (correva l’anno 1953).
15 AGO 20
Ultimo aggiornamento: 09:48
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