Ricordare Craxi
Tutti ad Hammamet
Ha voluto tutto Stefania, la figlia che non si arrende. Alla fine erano seicento gli italiani partiti per la Tunisia per ricordare Bettino Craxi a dieci anni dalla morte, compresi tre ministri italiani (Frattini, Sacconi e Brunetta) e tre tunisini, giornalisti, e l'imprenditore Tarak Ben Ammar: "Il tempo giudicherà l’eredita pubblica e politica di Bettino Craxi".
14 AGO 20

Oggi c'era una piccola folla nel cimitero cristiano dove c'è stata la cerimonia ufficiale. Stefania Craxi, presidente della Fondazione che porta il nome di suo padre, ha iniziato a fare il primo viaggio nel 2000 e segue da vicino l’organizzazione come sempre. Era facile immaginare il successo di quest’anno e non nasconde la soddisfazione nel vedere quanti hanno partecipato entusiasti. Così ha potuto dire che "l'atmosfera in Italia è cambiata" e tirare un sospiro di sollievo. Parla con tutti, amici o sconosciuti che siano. Nel ricordo di suo padre si è abbracciata con suo fratello Bobo, anche se le divergenze politiche restano. Presenti anche tre ministri del governo: Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta. La famiglia Craxi era unita davanti alla lapide dell’ex segretario socialista. La moglie Anna, che vive ancora nella grande casa bianca di Hammamet e i figli Bobo e Stefania hanno sancito il rito annuale. C'erano anche Margherita Boniver, Massimiliano Pini, Fabrizio Cicchitto, Paolo Pilitteri e Gianni De Michelis. Dopo un’escursione a El Jem, l’anfiteatro romano a cui Craxi aveva dedicato la serie litografica Coliseum, c'è stata la messa in suffragio e la proiezione in anteprima di “Esilio”, uno dei tre nuovi docu-film realizzati dalla Fondazione Craxi.