Merchandising Gomorra
Premesso che la storia di Giancarlo Siani cancella il mito di Roberto Saviano, ce ne vuole di stomaco per sopportare l’idea che l’eredità cruda e dura del cronista del Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 finisca nel merchandising di Gomorra. Che una storia come quella del giovane massacrato per aver fatto il proprio lavoro – e raccontare la Napoli dei criminali era il lavoro di Siani – vada a innaffiare la vanità del querulo predicatore, camorrologo sotto scorta, la dice lunga su questa loffia moda ma è così, la retorica ha i suoi dogmi e ce ne facciamo una ragione.
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12 AUG 20

Premesso che la storia di Giancarlo Siani cancella il mito di Roberto Saviano, ce ne vuole di stomaco per sopportare l’idea che l’eredità cruda e dura del cronista del Mattino ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 finisca nel merchandising di Gomorra. Che una storia come quella del giovane massacrato per aver fatto il proprio lavoro – e raccontare la Napoli dei criminali era il lavoro di Siani – vada a innaffiare la vanità del querulo predicatore, camorrologo sotto scorta, la dice lunga su questa loffia moda ma è così, la retorica ha i suoi dogmi e ce ne facciamo una ragione. Ieri, dunque, è stata rimessa in moto la Citroën Mehari dove Siani venne trovato riverso e crivellato. Un gesto simbolico alto e nobile ridotto però al rituale più scontato se poi al volante mettono giusto Saviano, lo scrittore che tutto il mondo c’invidia, che però di quel mestiere lì, quello della cronaca, non potendo più farne plagio – viste le sentenze del tribunale in merito al vizietto di copiare gli articoli altrui – ne sta facendo caricatura. Ne ha parlato lui stesso ieri su Repubblica e c’è, appunto, qualcosa di disgustoso in questa operazione dal sapore finto-disneyano. Ce ne facciamo ovviamente una ragione perché, innanzitutto, vale il principio pedagogico ma dobbiamo pur dirlo che col merchandising a bordo Mehari si sconfina nel falso ideologico. Facendo così, insomma, mai e poi mai si capirà un fatto, duro e crudo: e cioè che una cosa fu Siani, un’altra è Saviano. Si dirà: è stato il fratello di Siani a chiamare Saviano. E di questo, francamente, non possiamo proprio farcene una ragione. Proprio lui dovrebbe saperlo. E perciò, repetita iuvant: una cosa fu Siani, un’altra è Saviano.