Craxi e i quattrini

Sergio Romano, più comprensivo e meno burbero del solito, ha scritto ieri nel Corriere di Bettino Craxi, leader socialista e uomo di stato italiano morto latitante in Tunisia il 19 gennaio del 2000, un editoriale giusto a metà. C’è il riconoscimento dei grandi meriti politici dello statista italiano, elencati con puntiglio e buona memoria, e poi la segnalazione di due limiti: la creazione di un forte debito pubblico negli anni Ottanta, la partecipazione ad un sistema illegale di finanziamento della politica.
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