Aborti selettivi, se ne accorge anche l’Onu

E’ forse la prima volta che la Population division della Desa (Department of economic and social affairs delle Nazioni Unite, incaricato di elaborare previsioni demografiche) afferma con tanta chiarezza, nelle sue ultime proiezioni, che la politica degli aborti selettivi delle femmine in Asia sta pericolosamente alterando la composizione della popolazione mondiale.
7 AGO 20
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E’ forse la prima volta che la Population division della Desa (Department of economic and social affairs delle Nazioni Unite, incaricato di elaborare previsioni demografiche) afferma con tanta chiarezza, nelle sue ultime proiezioni, che la politica degli aborti selettivi delle femmine in Asia sta pericolosamente alterando la composizione della popolazione mondiale. Per quanto riguarda la Cina, il paese dove il fenomeno è più allarmante – e incentivato dalla politica del figlio unico obbligatorio – nel 1982 la sex ratio alla nascita (differenziale tra maschi e femmine che, in assenza di fattori esterni, è naturalmente di 105 maschi ogni 100 femmine) era di 108,5/100; nel 1990 era di 111,14/100; nel 1995 era di 115,6/100. Nel 2005 il differenziale era di 118,9 maschi ogni 100 femmine e oggi, leggiamo nell’ultimo rapporto della Desa relativo al 2010, la sex ratio è cresciuta ancora. In alcune zone della Cina è arrivata a 140 maschi ogni 100 femmine, e in certi casi ha raggiunto lo spaventoso rapporto di 150 maschi ogni 100 femmine.
A parte lo squilibrio in atto, c’è da considerare quello prossimo venturo: se prima del 2000 il 96 per cento degli uomini cinesi si sposava entro i quarant’anni, la Desa calcola che, ai ritmi attuali di “sparizione” delle femmine, entro il 2040 il 23 per cento della popolazione maschile non riuscirà a trovare moglie, e ciò comporterà giganteschi problemi di squilibrio demografico e di ordine pubblico. Preso atto del problema, ci si aspetterebbe che agli allarmi seguano i fatti. Ma finora non è stato possibile arrivare, in sede Onu, nemmeno a una condanna simbolica della politica totalitaria del figlio unico in Cina.