Successi italiani alla Game developers conference
L’exploit nostrano al grande appuntamento globale dei videogiochi
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8 MAR 17
Ultimo aggiornamento: 06:27 PM | 16 AUG 20

Game Developer Conference 2017 (foto Official Gdc via Flickr)
San Francisco. Una volta ai ragazzini che passavano troppo tempo davanti ai videogiochi non si prospettavano grandi carriere. Oggi però è cambiato tutto, e i videogame sono uno dei settori più interessanti anche dal punto di vista lavorativo. L’Italia tenta di giocare la sua partita. Così l’industria dei videogiochi italiana ha avuto il suo ruolo qui a San Francisco alla Game Developers Conference (Gdc17), il più importante appuntamento globale del settore.
Tante piccole e grandi realtà italiane riunite in uno stand bianco rosso e verde sotto le insegne dell’Ice-Italian Trade Agency, e vicino agli stand di Facebook, Nvidia e Amazon, insomma ai colossi americani. Undici aziende o “studi” di sviluppo italiani: nomi famosi o meno come 34BigThings, Bad Seed, Digital Tales, Forge Reply, Just Funny Games, Milestone, Neko8Games, Proxy42, Unreal Vision, Untold Games e Xplored. Si va dai piccoli 34BigThings, guidati dal bresciano Enrico Franchi, che realizzano “revival di giochi di corsa antigravità” – come spiega al Foglio – a XPlored, un sistema veramente futuristico che esplora la realtà 3D tramite un mouse-boule à neige che simula le condizioni meteorologiche (se copri la sfera, nel gioco diventa notte, se la riscaldi diventa estate). Fino ai colossi di Milestone, la più importante realtà italiana dei videogiochi, con 180 dipendenti. Il settore è forse quello con più alta internazionalizzazione in Italia.
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Michele Masneri (1974) è nato a Brescia e vive prevalentemente a Roma. Scrive di cultura, design e altro sul Foglio. I suoi ultimi libri sono “Steve Jobs non abita più qui”, una raccolta di reportage dalla Silicon Valley e dalla California nell’èra Trump (Adelphi, 2020) e il saggio-biografia “Stile Alberto”, attorno alla figura di Alberto Arbasino, per Quodlibet (2021).