Mentre il Karma ha finalmente scoperto che “l'Inter che ha vinto tutto non c'è più", wow!, mentre Mazzarri del Vallo insiste nel suo tentativo di imitazione di Mou, facendosi espellere ma dicendo "l'ho fatto per spronare la squadra", e infatti il suo Napoli si gode la bella impresa di starsene agli ottavi di Champions, mentre al Milan la vittima del gossip non sono più Pato o Boateng, ma l'allenatore allegrone Allegri, altre due icone della panchina vivono repentini capovolgimenti del destino: Sir Alex Ferguson e Mancio Mancini.
Ma sono storie solo apparentemente parallele. Sir Alex, è uno che ha portato 3 volte negli ultimi 4 anni i Reds in finale di Champions, una l'ha vinta. Il gol ciccato alla fine da Rooney quasi fosse un Milito qualsiasi, il potente Vidic che se ne va in barella dal St Jakob Park di Basilea, unita alle sei pere incassate qualche settimana fa nel derby col City, danno l'idea di un ciclo arrivato alla fine, e di un viale del tramonto che giocoforza potrebbe aprirsi davanti agli occhi cerulei del grande ammiraglio sir Alex. E' il sapore forte e amarognolo che lascia l'ultimo sorso di un wiskey d'annata, o di un gran vino, come quelle bottiglie che sir Alex e Mourinho stappano sempre, quando si incontrano, e comunque sia andata.
Il tonfo fuori dall'Europa che conta del City di Mancini ha invece il sapore insipito, allappante, di 326 milioni di sterline spesi in tre anni, per ritrovarsi sempre trale mani un'eterna incompiuta. Certo, il City potrebbe farecela quest'anno a vincere la League, e gran colpo e gran risultato ovviamente sarebbe, e chapeau. Ma si sa che il Mancio, è un altro il cruccio che si porta in cuore. Non essere ancora mai riuscito a fare quel salto, quel passaggio tra i grandi che solo l'Europa può dare. Gli anni passano, i soldi e le occasioni scivolano come sabbia tra le dita, e, un po' come per il suo ex pupillo Ibra, il grande palcoscenico resta lontano. Non certo un viale del tramonto, ma un maledetto sentiero che, a un certo punto, si biforca sempre.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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