Ritratto di Emanuele Fucecchi
Questo non è proprio un blog, non lo so come si fa un blog. E poi perché travestirsi da blogger? Sto benissimo nei panni di fan del Filosofo di Setúbal, al cui modo diretto (ma anche di traverso) di prendere il calcio e quel che gli sta intorno questo luogo è dedicato. Il resto è zeru tituli.
Blog di Maurizio Crippa
Ci siamo, tocca mettere un po' di carte in tavola, siamo arrivati alla fine del (non proprio entusiasmante) girone d'andata, abbiamo il (meritato) scudetto d'inverno nelle mani dei ragazzi di Belli Capelli non è più il tempo di nascondersi. I valori e i dis-valori in campo ormai si vanno stabilizzando, come lo spread. Chi ha voglia di azzardare un'ipotesi su come andrà a finire il campionato? Dite la vostra, io provo a dire la mia.
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In fondo se lo meriterebbero. Il Real Madrid, inteso come squadra, è non per niente il club più odioso e odiabilre della storia del calcio. Fin dai tempi in cui era la squadra di Franco, e Franco faceva arrestare e pure sparire i giocatori del Barcellona, orgoglioso, democratico y catalano. E poi quando andare per lunghi anni al Bernabeu era una bolgia e una rissa, e loro giocavano sempre con un uomo in più, e il dodicesimo uomo no, non era il pubblico… E poi, e poi, diciamocelo: i tifosi delle meringhe sono i più insopportabili spocchiosi del mondo.
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Per rifarsi gli occhi (la bocca sa ancora di buono) dopo il derby degli sparagnini, stasera c'è il Clasico di Coppa del Re. Chi vince? Lo score dice che il Filosofo, 7 volte su 8, non è riuscito a far montare le sue Meringe, e ha masticato amaro.
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"E sempre allegri bisogna stare, che il nostro piangere fa male al re…". E' un po' maramaldo, citare oggi "il sempre allegri bisogna stare" cantato da un gran milanista doc, ma così è la vita. E nel derby gelato e vinto con gran mestiere dal Karma di Testaccio, c'è poco da stare allegri. Per Allegri, ça va sans dire, che ha rimediato una bella picchiata di muso, si ritrova con una squadra che forse quello squadrone che diceva non è, se il trappolone dell'Inter l'ha incastrata. Per i discepoli del Karma, vabbé. Onore a Claudio Ranieri, profeta delle nozze coi fichi secchi, che ha giocato l'unica partita che poteva e doveva, e gli ha detto bene.
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Tu chiamale, se vuoi, sensazioni. La sensazione è che se Morattone riuscirà nell'impresa, come sembra accadrà, di costringere Gallianone a scucire un buon tot di milioni in più per assicurarsi Carlitos Tevez, avrà messo a segno una delle poche buone operazioni di mercato/distrurbo (settore importante quasi quanto il mercato/mercato) della sua carriera. La sensazione è che se Gallianone riuscirà a scucire ai soci del Simpatico del Qatar 30 milioni per rifilargli Pato, avrà messo a segno un colpo quasi da maestro, mettendosi in tasca un bel 10 testoni di supervalutazione dell'(a)busato.
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"Mi dispiace tantissimo non essere a Zurigo, e penso sia lo stesso per Ronaldo". Ok, quando qualche giorno fa il Filosofo ha detto che il miglior allenatore del mondo è Guardiola, sembrava Fonzie quando doveva chiedere "sc… scu… ssc…". Proprio non gli viene naturale. Ma ieri, quando la Blatta ha presieduto la cerimonia più farsastica del mondo, rifilando il terzo Pallone d'oro all'incolpevole (o forse inconsapevole) Messi, ho ammirato lo spirito frondista di quelli del Real, che adducendo scuse di un partitella da disputare a Zurigo manco si sono presentati, e hanno mandato solo un video in cui facevano "ciao ciao!".
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Avevo quasi deciso di tacere, perché la (quasi) manita che Quelli di Pep hanno rifilato a Quelli di Mou mi aveva (quasi) convinto che, ebbene sì, il Filosofo il miracolo di trasformare la Banda Meringhe in una squadra vincente non è (ancora) accaduto. Poi c'è stata la finale mondiale con il Santos, e allora be', mi sono arreso (quasi): il Barcellona transegenico, la squadra che ha compiuto la transustanziazione del calcio totale in un fascio di energia quantistica, come dice Sandro Modeo, è davvero una squadra anni luce avanti a tutte le altre.
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Mentre il Karma ha finalmente scoperto che “l'Inter che ha vinto tutto non c'è più", wow!, mentre Mazzarri del Vallo insiste nel suo tentativo di imitazione di Mou, facendosi espellere ma dicendo "l'ho fatto per spronare la squadra", e infatti il suo Napoli si gode la bella impresa di starsene agli ottavi di Champions, mentre al Milan la vittima del gossip non sono più Pato o Boateng, ma l'allenatore allegrone Allegri, altre due icone della panchina vivono repentini capovolgimenti del destino: Sir Alex Ferguson e Mancio Mancini.
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Mentre il Karma del Testaccio, con le sue dichiarazioni prima che con il gioco, si e ci trascina nel cupo maelström della depressione, un sole sale a occidente, l'unico in grado di riscaldarci. Lontana mille miglia dal nostro provincialismo moralista, la versione spagnola di Rolling Stone qualche giorno fa ha proclamato José Mourinho, l'amato Filosofo, rockstar dell'anno. Proprio così. Non miglior allenatore, non panchina d'oro, non uomo del fairplay Fifa. Ma Rockstar.
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In questi giorni ho letto parecchi articoli, e visto qualche filmato, che incrociavano con fatalismo e malinconia tutte brasiliani lo scudetto vinto dal Corinthias e la morte, tipica morte da genio sregolato di uno dei suoi più grandi talenti di sempre, Sócrates Brasileiro Sampaio de Souza Vieira de Oliveira, in arte il Dottor Socrates.
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