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David Grossman e gli Anter

I tre scrittori peaceniks più coccolati dai giornali, David Grossman, Amos Oz e Avraham Yehoshua, hanno promosso il boicottaggio culturale di Ariel, città-colonia di 20mila abitanti che verrà inclusa in qualsiasi accordo di pace. Lì ci vive Adva Anter, 15 anni, ferita in un attentato dove ha perso i due fratelli, Dvir e Noy. Non sono stati uccisi nel West Bank, nelle loro case che secondo Grossman sorgono in "territorio occupato". Sono morti in Kenia, a Mombasa, mentre si trovavano in vacanza nell'albergo Paradise di proprietà di israeliani, fra palme bianche e mare azzurro. Il padre dei due bambini, Rami Anter, ha spiegato come la loro vita sia stata travolta per sempre: "Dall'evento, non siamo stati più gli stessi. C'è vuoto nell'aria, non c'è senso di continuità, non abbiamo voglia di lavorare, c'è tristezza tutto il tempo". Il primo ministro Netanyahu è andato a piantare alberi ad Ariel e Adva Anter gli ha detto: "Chiedo a Dio di darle la forza e la capacità di garantire il nostro futuro ad Ariel, che come l'albero che ha piantato le nostre radici siano qui per sempre". C'era della tristezza nella sua voce, dettata dal realismo della storia e dal dolore che il terrorismo più cieco ha portato nella sua vita. Ma la voce di Adva e di suo padre Rami è molto più autentica delle tante, troppe campagne afone e pacifiste dei vari David Grossman.

di Giulio Meotti

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