Il "più grande scrittore americano vivente" e bla bla bla bla bla bla, come è stato definito Jonathan Franzen, ha appena detto che "la destra americana ha reso triviale la parola libertà". Un po' di tempo fa aveva fatto sapere che "George W. Bush e Dick Cheney hanno devastato il Paese". Di sue sciocchezze sulla "democrazia elettronica" e la "banalità della televisione" se ne ricordano tante. Nel suo nuovo acclamatissimo romanzo ci sarebbero molte frasi puerili sul global warming, sul capitalismo "crudele", sui repubblicani, sulla Halliburton, sull'Iraq e perfino su Leo Strauss. Intanto Obama si è portato in vacanza il romanzo, anche se per il grande Harold Bloom, Franzen è un pallone gonfiato della critica letteraria militante. "Freedom" sarà pure un bel romanzo, ma Franzen ha tutta l'aria di essere un discreto lestofante. Forse in autunno sarà meglio leggersi le lettere di Saul Bellow.
© - FOGLIO QUOTIDIANO
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