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Eretici sul Monte Carmelo

Sono stati condannati a vent'anni di carcere i leader Bahai in Iran. Un atto di pulizia etnico-religiosa passato in totale silenzio sulla stampa occidentale. I Bahai sono la più grande minoranza religiosa dell’Iran, circa 300 mila fedeli. La religione deriva dal babismo, diramazione eterodossa dell’islam sciita, ed è stata  perseguitata dalla rivoluzione islamica fin dal 1979. Da allora oltre 200 seguaci sono stati assassinati, centinaia sono finiti in carcere, decine di migliaia sono stati privati dei più elementari diritti. Tutte le loro istituzioni sono vietate e luoghi sacri, cimiteri e proprietà sono stati confiscati dal governo o distrutti. Molti Bahai sono stati condannati solo per avere tenuto lezioni di catechismo ai loro figli. Come dimenticare le torture inflitte all'ex governatore della banca dell'Iran, Rahmat Daneshvar, adepto Baha'i? Assimilati di frequente agli ebrei, perché presenti nel mondo delle banche e delle industrie, i Baha'i sono stati perseguitati con speciale ferocia. Sulla schiena e le gambe di Daneshvar, il giudice iraniano fece iscrivere con lame di rasoio: "Morte ai Baha'i, nemici dell'Islam". Spezzò le lame in acqua calda, e costrinse Daneshvar - che rifiutava l'abiura - a inghiottirle. Poco prima, l'ex governatore aveva subito la tortura del gas, somministrato a piccole dosi in una stanza segreta: un suo compagno di cella, ebreo, ne morì. Il fondatore dei Baha’i, Baha’u’llah, è morto in Israele, dove venne esiliato dai turchi. Il loro tempio oggi svetta bellissimo presso il Monte Carmelo. Nell'unico paese di tutto il medio oriente, Israele, dove ogni culto religioso ha libertà e diritto alla vita. 

di Giulio Meotti

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