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Quel terribile segreto di Cossiga

Francesco Cossiga ebbe il coraggio di rivelare l'impronunciabile in una splendida intervista a Menachem Gantz di Yedioth Ahronoth. E' stato forse il suo merito più grande. Ovvero che l'Italia negli anni Settanta, in nome di un patto con il terrorismo internazionale e palestinese, ha "venduto" i cittadini ebrei e gli interessi israeliani in cambio della quiete sul proprio territorio. “In cambio di una 'mano libera' in Italia, i palestinesi hanno assicurato la sicurezza del nostro Stato e l’immunità di obiettivi italiani al di fuori del Paese da attentati terroristici – fin tanto che tali obiettivi non collaborassero con il sionismo e con lo Stato d’Israele”. Il 9 ottobre 1982 sei terroristi aprirono il fuoco sui fedeli che uscivano dalla principale sinagoga di Roma. Decine di ebrei furono feriti e il piccolo Stefano Taché, di due anni, fu ucciso. Poche ore prima dell’attacco erano state ritirate le auto della polizia italiana incaricate della sicurezza della sinagoga. Di nuovo, nel dicembre 1985, terroristi palestinesi aprirono il fuoco al desk della El Al all’aeroporto di Roma. Dieci persone rimasero uccise. Secondo Cossiga, i servizi di intelligence italiani erano stati avvertiti in anticipo dell’attentato, ma non si erano presi la briga di passare l’informazione agli israeliani. Spiegò Cossiga a Yedioth: “Non venne colpito nessun obiettivo italiano; all’aeroporto attaccarono la compagnia aerea israeliana. I morti furono tutti israeliani, ebrei e americani”.

di Giulio Meotti

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