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Firenze e 35 parlamentari contro Farouk Hosni

Dichiarazione dell'On. Fiamma Nirenstein (Pdl), Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera

Dice una cosa giusta il sindaco Matteo Renzi quando sostiene che Farouk Hosni, a causa delle dichiarazioni e delle azioni del passato riguardo a Israele e al mondo ebraico in generale, non è un candidato accettabile alla guida dell’UNESCO. Oltre alle molteplici dichiarazioni antisemite, numerose  sono state anche le censure operate da Hosni in quanto Ministro della Cultura egiziano a personaggi di fama internazionale come Milan Kundera, Vlduimir Nabokov, Naguib Mahfouz, colpevoli solo di non essere identificabili con la sua politica.
Cogliamo l’occasione per ricordare che 35 parlamentari di ogni gruppo politico hanno firmato solo nel mese di agosto il nostro appello all’UNESCO contro la candidatura di Hosni. Siamo consapevoli del fatto che il candidato ha in queste settimane, con alcune dichiarazioni, rivisto le posizioni prese nel passato, ma ci sembra che il loro contenuto estremistico non possa essere tanto rapidamente dimenticato. Qui di seguito l’appello e la lista dei firmatari:

"Noi parlamentari della Repubblica Italiana ci rivolgiamo ai 58 Paesi che siedono nel Consiglio Esecutivo dell’UNESCO per evitare che le istituzioni delle Nazioni Unite subiscano l’ennesimo oltraggio.

Il prestigioso incarico della Direzione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza, la Cultura e la Comunicazione (UNESCO) potrebbe essere affidato a Farouk Hosny, attuale Ministro della Cultura egiziano, che, nel corso della sua carriera, si è qualificato per le sue spudorate campagne antisemite e contro lo Stato d’Israele, che è per altro in pace con l’Egitto da 30 anni a questa parte.

Strenuo oppositore di ogni normalizzazione dei rapporti tra Egitto e Israele, nella sua attività di Ministro della Cultura ha sostenuto ogni forma di boicottaggio della cultura israeliana, invitando, nel 2008, a “bruciare i libri israeliani” nel tentativo di espellere gli autori ebrei dalle biblioteche egiziane e imponendo il bando a film israeliani premiati a Cannes.   Hosny, che dovrebbe promuovere dall’alto della sua carica le istituzioni e gli scambi culturali, si è opposto all’apertura, nel novembre 2007, di un Museo di antichità ebraiche in Egitto.

Le sue posizioni negazioniste della Shoah ne hanno fatto il paladino di Roger Garaudy, che Hosny ha invitato in Egitto e fatto conoscere nel mondo arabo, dopo che questi era stato condannato in Francia per la sua propaganda negazionista. Hosny ha inoltre promosso la vendita nelle librerie egiziane de “I protocolli dei Savi di Sion”, uno dei più letali veicoli di propaganda antisemita nella storia dei gli ultimi due secoli e ha dichiarato che gli ebrei non hanno mai fatto altro che appropriarsi delle idee di tutto il mondo.

E' impensabile che l’UNESCO possa essere guidata da un personaggio che ha fatto della cultura dell'odio nei confronti di Israele la propria bandiera politica.

Vogliamo qui denunciare che purtroppo non si tratta di un caso isolato: non mancano personaggi complici o partecipi della politica di incitamento all'odio nei confronti di Israele che occupano importanti ruoli all'interno delle istituzioni internazionali. Un altro caso notevole è l’attuale presidente dell'Assemblea Generale dell'Onu, Miguel d'Escoto Brockmann, che dall'alto del suo incarico istituzionale ha accusato Israele di genocidio e abbracciato il presidente iraniano Ahmadinejad, dopo che questi, in un suo discorso pronunciato all'Assemblea Generale lo scorso settembre, aveva di nuovo minacciato Israele di morte.

Il rischio è che non solo le Nazioni Unite ospitino manifestazioni di propaganda antisemita – come purtroppo   molto spesso è avvenuto – ma che la stessa attività degli organi dell’Onu risponda   ad una strategia che mira all’isolamento e alla delegittimazione di Israele e al discredito e al vilipendio   della cultura ebraica.

Considerato inoltre il ruolo positivo dell'Egitto nella promozione di un atteggiamento di pace da parte del mondo arabo e l’irrinunciabile posizione di mediazione nel processo di pace tra Israeliani e Palestinesi, ci sembrerebbe particolarmente preoccupante se proprio un personaggio come Farouk Hosny dovesse annebbiarne l'immagine sulla scena internazionale.

Auspichiamo che l’Italia e gli altri 57 Stati che siedono nel Consiglio Esecutivo dell’UNESCO si adoperino per evitare che la cultura mondiale subisca questo affronto".

Fiamma Nirenstein
Benedetto Della Vedova
Beatrice Lorenzin
Luigi Compagna
Furio Colombo
Olga D'Antona
Mariapia Garavaglia
Emerenzio Barbieri
Paola Goisis
Emanuele Fiano
Paolo Corsini
Enzo Raisi
Marco Beltrandi
Gabriella Carlucci
Salvatore Torrisi
Giuseppina Castiello
Paolo Amato
Michele Traversa
Domenico Di Virgilio
Eugenio Minasso
Raffaele Calabrò
Carlo Sarro
Elio Massimo Palmizio
Luciana Sbarbati
Michele Saccomanno
Marco Perduca
Annagrazia Calabria
Luca Volontè
Franco Asciutti
Maria Rizzotti
Franco Narducci
Pierfelice Zazzera
Rocco Buttiglione
Michaela Biancofiore
Giorgio Holzmann

di Giulio Meotti

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