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Blog di Giulio Meotti

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Ultime sull'Iran

Il capo dell'intelligence militare d'Israele ha detto che l'Iran ha già materiale sufficiente per assemblare quattro ordigni atomici. Il vice primo ministro d'Israele ha aggiunto che "uno strike israeliano può distruggere tutte le strutture nucleari iraniane". Se le sanzioni economiche e le minacce occidentali non piegheranno il regime iraniano, lo stato ebraico potrebbe farlo da solo.

di Giulio Meotti

Il Foglio sul Jerusalem Post

Importante articolo del Jerusalem Post sulle persecuzioni dei cristiani in Iran e Siria con breve intervista al titolare:

In an e-mail to The Jerusalem Post on Sunday, Giulio Meotti, an Italian journalist with Il Foglio and author of the book A New Shoah, wrote “After the ethnic cleansing of Jews in 1948 from the Arab countries, Islamic fundamentalism is now trying to push away the Christians from the region. They want to establish a pure Islamic environment and the mass exodus already began under our noses.”

Meotti, the Italian Journalist who has written extensively on Christians in the Mideast region, told the Post “In Syria Christians will be persecuted after Assad’s eventual fall, since they were the most loyal allies of the Baathist regime. Christians will be slaughtered or squeezed. From Cairo to Damascus, Arab Christian era is near to its end everywhere.”
 

di Giulio Meotti

Guardie rosse al Cairo

Nel "nuovo Egitto" dominato dalle forze islamiche è a rischio l'intero patrimonio culturale. A dicembre hanno bruciato la “Description de l’Egypte”, l'enciclopedia in venti volumi voluta dall’imperatore Napoleone. E' in corso infatti una operazione molto simile a quella lanciata da Mao in Cina per purgare il paese dei suoi tesori imperiali. L'Egitto, affermano i salafiti, deve essere "ripulito da ogni influenza straniera". Chiedono di chiudere il Museo egizio e che le grandi statue faraoniche salvate dall'Unesco ad Abu Simbel vengano distrutte. E' stata lanciata una campagna per coprire di cera le statue dell’Antico Egitto, in quanto prodotto “di una civiltà corrotta e infedele”. Le guardie rosse islamiche si sono impadronite del Cairo. Dopo i libri e le statue, gli inquisitori islamici passeranno agli uomini.  

di Giulio Meotti

Trouw e i figli di Feurstein

Il giornale olandese Trouw ha pubblicato un articolo allucinante a firma di Ilse Van Heusden. La storia è ripresa anche da Honest Reporting e dall'ottimo blogger Elderofzyon. La tesi è che il popolo ebraico è così razzista da aver sviluppato una medicina perfetta per produrre bambini perfetti da arruolare come futuri soldati perfetti contro i palestinesi. Titolo dell'articolo: "Il popolo ebraico deve essere perfetto". A quest'ipocrita del giornalismo, che vive in un paese in cui i bambini possono essere sottoposti a eutanasia, voglio raccontare una storia. Nel 2000, per la celebrazione dell'anniversario del paese, tutta Israele era davanti ai teleschermi a osservare i dodici eroi che accendevano la fiaccola. C'era anche Yoram Cohen, un ragazzone affetto da sindrome di Down. Serviva nell'esercito con grande fierezza un giorno la settimana, assieme a molti altri giovani con la sindrome di Down. Sono seguiti dall'organizzazione Yatet, sulla base dei programmi di quel genio che è il professor Reuven Feuerstein. Yoram Cohen qualche volta balbetta, ma non ha sbagliato neppure una parola. Ha detto di essersi innamorato. Ma non vuole sposarsi perché teme che i suoi figli potrebbero un giorno chiedergli perché balbetta. La giornalista olandese vada a lezione da quel genio ebreo di Feuerstein con la sua barba bianca che gli scende sulla camicia e il basco tondo.

di Giulio Meotti

Rivelazioni su Osirak

Documenti inglesi rivelano che gli Stati Uniti erano all'oscuro dell'operazione israeliana contro il reattore nucleare iracheno di Osirak. "Menachem Begin ha perso il controllo", disse furioso il ministro della Difesa americano Weinberger, riferito al premier israeliano. Quest'ultimo rispose: "Non ci sarà un secondo Olocausto". Il 7 giugno 1981 gli israeliani non chiesero il permesso a nessuno per disarmare Saddam Hussein. Neppure degli Stati Uniti. L'operazione durò due minuti e costò appena due milioni di dollari. I rischi erano molti, dall'isolamento internazionale di Israele alla rabbiosa reazione del mondo arabo (che non ci fu). Ma più alto era il rischio legato al reattore nucleare che Saddam stava perfezionando grazie ai tecnici francesi e italiani. Se Israele non avesse colpito la centrale nucleare forse Saddam sarebbe ancora al potere. O forse quel megalomane fanatico e spregiudicato avrebbe lanciato armi chimiche contro lo stato ebraico, come fece con gli scud nel 1991. C’è qualcuno che oggi dubita ancora che sia stata la cosa giusta da fare, sia strategicamente che da un punto di vista morale? Potrebbe accadere lo stesso con l'Iran? Al di là dei dettagli su quanto sia avanzato il programma nucleare di Teheran, tutto dipende se il governo israeliano, a cominciare dal primo ministro Benjamin Netanyahu, è serio quando evoca l'Olocausto. Esiste la possibilità concreta che gli Stati Uniti e lo stato ebraico decideranno di convivere con un medio oriente iranizzato. In ogni caso, niente sarà più come prima.

di Giulio Meotti

Il tabù armeno

Per la prima volta anche il Parlamento israeliano parla ufficialmente di genocidio armeno. L’eliminazione fisica di un milione e mezzo di armeni da parte dei turchi rappresenta ancora oggi un tabù. Come ha spiegato lo storico Yehuda Bauer, fu il progetto più vicino all'Olocausto nazista, perché si tinse di razzismo "scientifico" (“chi si ricorda del genocidio armeno?”, diceva cinicamente Hitler). Nelle regioni dell’Armenia centrale, tutti i maschi dai dodici anni in su furono oggetto di uno sterminio collettivo, che li vide freddati a colpi di arma da fuoco, annegati, gettati nei burroni o vittime di altri supplizi. In ogni città e in ogni villaggio che attraversavano, gli armeni, ammassati davanti alla prefettura, erano esposti ai cittadini islamici, gli unici autorizzati a scegliere degli schiavi tra loro. Fu l’"assassinio di una nazione", come ebbe a definirlo l’allora ambasciatore americano a Costantinopoli, Morghentau. Gli italiani dovrebbero averne particolare memoria, perché fu Giacomo Gorrini, console italiano a Trebisonda, a raccontare che migliaia di armeni morirono su enormi barconi fatti affondare al largo della città. Centinaia di persone incatenate, vive o morte, gettate nell’Eufrate. Le orde fanatiche dei musulmani si gettarono sopra i cristiani di oriente, sopra i figli della nazione armena, cattolici e scismatici, portando tra di loro la strage e la morte. Scopo finale era quello di sradicare il cristianesimo dall’impero della mezzaluna. Gli armeni inermi vennero  sgozzati barbaramente, in gran numero. Non trovavano aiuto da nessuna parte, non ricevevano soccorso. Le potenze europee non se ne curavano. Gli scampati fuggirono per il mondo, in una diaspora ignorata. Al pari dei nazisti hitleriani persecutori della razza ebraica, anche il Partito nazionalista dei Giovani Turchi trattò la minoranza armena, come quella greca, alla stregua di categorie etnico-religiose "indegne" di vivere. Ci furono gli armeni sgozzati a Ak-Hissar, le barbare esecuzioni a Bitlis, a Sasun, a Trebisonda, a Erzurum, la speciale pulizia etnica riservata alla Cilicia, lo sterminio di massa nell'Anatolia, il massacro di madri e figli nel cortile della scuola tedesca di Aleppo, gli orfani rifugiati nel Caucaso e buttati nei fiumi come inermi palloncini. Lungo è l'elenco di questa anticipata Shoah. Vergogna che non si abbia ancora il coraggio di gridarne la verità in faccia a questi pericolosi razzisti turchi.

di Giulio Meotti

Su Yedioth

Editoriale su Yedioth Ahronoth sui tentativi di cancellare la Gerusalemme ebraica

di Giulio Meotti

Gigantesco Mamet

Strepitoso article di David Mamet sul Wall Street Journal. Il celebre drammaturgo americano, che ha già fatto apostasia dalla cultura liberal, sostiene che "abbandonando Israele, l'Occidente torna ai sacrifici umani". Aggiungiamo noi che questa è la singola questione più importante del nostro tempo.

di Giulio Meotti

Quanto è trendy l'odio

Il Centro Wiesenthal ha stilato la hit parade antisemita del 2011. Guidano la classifica il palestinese Abu Mazen e il turco Erdogan. Seguono vescovi mediorientali, compositori greci, stilisti inglesi, registi danesi, politici tedeschi e pastori americani. Da leggere per capire quanto sia trendy e mainstream l'insulto antiebraico.


di Giulio Meotti

Vagina Monologues al Cairo

Gli islamici hanno un bel piano per "riformare" il turismo egiziano: niente bikini, alcool e mescolanza dei sessi. Alcuni vogliono chiedere i certificati di matrimonio negli hotel.

di Giulio Meotti

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