Rajoy pregusta Ribeira

La madre di tutte le elezioni per il renzismo di governo si combatterà il 20 dicembre in Spagna. Per allora sono previste le elezioni parlamentari della quarta economia dell’Eurozona e il premier Rajoy si presenta all’appuntamento delle urne con risultati che Renzi può twittare solo in sogno. Il pil
La madre di tutte le elezioni per il renzismo di governo si combatterà il 20 dicembre in Spagna. Per allora sono previste le elezioni parlamentari della quarta economia dell’Eurozona e il premier Rajoy si presenta all’appuntamento delle urne con risultati che Renzi può twittare solo in sogno. Il pil spagnolo del 2015 chiuderà con un più 3,4 per cento e nel 2016 è accreditato di un nuovo rialzo del 3; negli ultimi dodici mesi la disoccupazione è scesa dell’8,4 per cento; le banche sono state rimesse in bonis e perfino il mercato immobiliare manda segnali di risveglio. Se Rajoy dovesse perdere le elezioni, il segnale verso le politiche economiche dell’Eurozona diventerà forte e chiaro: non ci basta che il pil cresca del 3 per cento per essere contenti di quello che fa il governo. Tradotto: i vari Ciudadanos e Podemos avranno dato la spallata finale verso la fluidità della politica nel XXI secolo europeo. Rajoy, confidente di aver fatto il massimo, ha già messo in fresco un rosso della Spagna più estrema, quella Galizia dove la vite fu portata dalle solite legioni romane molti secoli fa. Un Peza do Rey del 2004, lo stesso sorseggiato da Barack Obama lo scorso 6 ottobre alla Casa Bianca nella serata dedicata alla ispanicità. Un rosso in purezza di un vitigno autoctono, il Mencia, e una etichetta emergente del terroir di Ribeira Sacra. Sarebbe un’ottima scelta – anche nel prezzo, circa 15 euro la bottiglia – per brindare alla vittoria su Ciudadanos e per dimostrare che le riforme servono nel mondo globalizzato per restare competitivi.

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