Una sbornia a 5 stelle

Un paio di settimane prima delle elezioni politiche del 2013 inviai un sms a Gianroberto Casaleggio: “Il M5s sarà il partito più votato”. Gli anni da cronista mi hanno insegnato che è raro incrociare l’intelligenza tra i politici, mentre Casaleggio è uno intelligente.
Un paio di settimane prima delle elezioni politiche del 2013 inviai un sms a Gianroberto Casaleggio: “Il M5s sarà il partito più votato”. Gli anni da cronista mi hanno insegnato che è raro incrociare l’intelligenza tra i politici, mentre Casaleggio è uno intelligente. Lo incontrai, poi, quando il governo Letta era già in navigazione. Mi diede una chiave di lettura dei risultati che, da oltre due anni, mi costringe ad assegnare una probabilità a un evento non proprio normale: un premier espresso dal M5s. “Nella storia repubblicana tutti i partiti che hanno superato la soglia del 20 per cento alle elezioni politiche prima o poi hanno governato”, mi fece notare Gianroberto. E in effetti pensai che lo stesso Pci, con qualche semplice maquillage nel brand, aveva poi governato con i vari D’Alema, Amato e Prodi. Un destino naturale, quasi una legge della politica: una volta raggiunta una massa significativa di voti, se sei capace di organizzarti e di fare bene l’opposizione, prima o poi viene il tuo turno. Credo che Casaleggio abbia ragione, anche se non riesco a produrre una probabilità soggettiva, mentre per lui l’evento ha valore pari a 1, cioè è certo. In attesa di brindare per l’arrivo del primo pentastellato a Palazzo Chigi suggeriamo di mettere in fresco una etichetta d’obbligo per il M5s. Un 5 Stelle Sfursat di Nino Negri, un Nebbiolo in purezza della Valtellina reso unico dall’uvaggio, Chiavennasca, e dalla vendemmia tardiva. Le annate con i punteggi più alti del nuovo secolo sono quelle del 2003 e del 2007 con 93/100 e costano circa 50 euro la bottiglia. Il 5 Stelle Sfursat è un vino della montagna che a Casaleggio piace.

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