L’ebbrezza australiana

In Italia la crescita del pil è il vero protagonista assente nel copione economico dove lo sviluppo continua a latitare.

In Italia la crescita del pil è il vero protagonista assente nel copione economico dove lo sviluppo continua a latitare. Il governo Renzi con la sua prima legge di stabilità non ha prodotto la discontinuità da tutti attesa. Tutt’altra musica in Australia, il più importante produttore vinicolo dell’australasia. Quest’anno il pil è previsto in crescita del 3,2 per cento, esattamente il valore medio registrato negli ultimi 25 anni, e quello pro capite dell’1,7 per cento (questi paesi sono demograficamente dinamici, non invecchiati e stanchi come l’Europa). La disoccupazione è attestata al 6,1 per cento e il deficit pubblico vale l’1,7 del pil. In questo quadro invidiabile sorprendono i prezzi stellari spuntati dai migliori vini australiani nelle aste locali. Il rosso più famoso del paese, il Penfolds Grange, uno shiraz che a suo tempo introdusse un nuovo stile per trattare questo vitigno e salito alle cronache internazionali nel 1995 per essere stato incoronato vino dell’anno dalla rivista Wine Spectator, ha superato di slancio l’asticella dei 20 mila dollari (americani) per bottiglia. Il millesimo del 1951, neppure il più blasonato, ha spuntato l’invidiabile prezzo di 23.088 dollari. Quando l’economia è in salute le occasioni per festeggiare evidentemente non mancano. E l’austera Australia non si fa sfuggire l’occasione di brindare con i suoi migliori vini.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi