Culurgiones di Diana Zuncheddu
La Sicilia di Buttafuoco e Vincino
Non ci sono più i telefilm di una volta. Sintonizzatevi su Fox Retro e guardatene uno a caso: è l’esperienza più simile alla macchina del tempo che si possa fare senza acquistare funghi vietati dalla legge.
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Che prima di guardare un film ci si debba infilare gli occhiali è noioso oltre che filosoficamente discutibile. Per fortuna non si tratta più di quelle orrende mascherine di cartone con un pezzo di celluloide rossa e uno blu che, negli anni ’50, permettevano di vedere dei ragni giganti fuori registro che cercavano di saltarti addosso.
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Da recenti sondaggi pare che gli universitari non conoscano l’italiano. Sarà un segno della decadenza dei tempi, d’accordo. Di certo il momento storico non aiuta. Perciò, per i neolaureati fornisco la definizione di “antonomasia” dell’autorevole vocabolario della lingua italiana Sabatini.
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Sulla scia del successo planetario della saga di Twilight, in cui si narrano le avventure di Bella ed Edward, la coppia mista umana-vampiro di teenager che difendono il loro amore fuori dagli schemi - roba che nemmeno la versione più illuminata dei DICO ha previsto - agli editori è partita la brocca.
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Non siamo mai stati un paese che va matto per la lettura. Tuttavia, dopo decenni di talk show in cui ci hanno convinto che se guarderemo troppa tv, da vecchi ci toccherà rincoglionirci alla bocciofila - sempre che non ce la chiudano prima per farci un supermercato - a tutti, chi più chi meno, sarà capitato di avere a che fare con i libri. A Natale o per il compleanno è opinione comune che regalare un libro sia cosa elegante e di gusto. E' un classico, si fa bella figura e poi un libro è sempre un libro, qualunque cosa voglia dire.
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