Un reporter ostaggio dello Stato islamico: "Vi racconterò la loro versione"

Lo Stato islamico ha diffuso un nuovo video che mostra un detenuto occidentale. Si tratta di John Cantlie, giornalista britannico catturato in Siria nel novembre 2012. Nessuna esecuzione stavolta, anzi, probabilmente un cambiamento strategico nella comunicazione del messaggio veicolato dallo Stato islamico.

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Lo Stato islamico ha diffuso un nuovo video che mostra un detenuto occidentale. Si tratta di John Cantlie, giornalista britannico catturato in Siria nel novembre 2012. Nessuna esecuzione stavolta, anzi, probabilmente un cambiamento strategico nella comunicazione del messaggio veicolato dallo Stato islamico.

 

Innanzitutto il video è girato al chiuso. Uno sfondo nero alle spalle di Cantlie che sta dietro una scrivania. L'impostazione è quella di un telegiornale-confessorio del Califfato: Cantlie, già condannato a morte, afferma che si tratta solamente della prima di una serie di messaggi che lui stesso svelerà al pubblico per "mostrare la verità" sullo Stato islamico, senza le "manipolazioni dei media occidentali" che "stanno trascinando nuovamente l'opinione pubblica nell'abisso di una nuova guerra dopo quelle in Afghanistan e Iraq". Cantle, che vanta una vasta esperienza nella carta stampata, ha lavorato per il Sunday Times, il Sun e il Sunday Telegraph. "So cosa state pensando", dice, "che sia un prigioniero con una pistola puntata alla testa e costretto a parlarvi in un certo modo". "E' vero", continua, "ma non ho problemi nel dire che lo stato britannico mi ha abbandonato al mio destino. Forse vivrò, forse morirò".

 

L'obiettivo del messaggio, quindi, è trasmettere la verità nella versione approvata dal Califfato e "purificata dalle manipolazioni dei media occidentali". L'attacco finale è per i governi di Londra e Washington: "Loro abbandonano i prigionieri, mentre tutti gli altri paesi europei negoziano con lo Stato islamico per rilasciare i prigionieri". "C'è un modo", aggiunge, "per cambiare tutto questo e dipende da voi, dal pubblico che deve agire". Infine, la conclusione: "Collegatevi per i prossimi messaggi: credo che resterete sorpresi".

 

La locandina del video diffuso dallo Stato islamico

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