Recensioni foglianti

La musica

Sant'Agostino
La vita felice, 644 pp., 29,50 euro

Racconta sant’Agostino nel primo libro delle Retractationes: “Nel periodo in cui a Milano mi preparavo al battesimo ho cominciato a scrivere anche alcuni libri sulle discipline liberali. Mi ripromettevo così, seguendo un ben articolato e graduale percorso, di giungere io stesso e di condurre gli altri alla conoscenza delle realtà incorporee passando prima attraverso quelle corporee”. Al gruppo di opere cui il grande vescovo fa riferimento appartiene anche il De musica, composto nel periodo che va dal 387, anno in cui egli, che era nato nel 354, ricevette il battesimo a Milano dalle mani di sant’Ambrogio, al 389, quando aveva già fatto rientro nella quiete della natia Tagaste. Dunque, come ricorda Maria Bettetini, curatrice del volume ed eccellente studiosa del pensiero agostiniano, il proposito che anima l’autore del De musica è chiaro: “Usare delle conoscenze profane per introdurre alle verità spirituali”. Tuttavia non bisogna pensare che il testo agostiniano sia totalmente dedicato a cogliere e sottolineare la dimensione religiosa reperibile nell’arte musicale. In realtà gran parte dell’opera – cinque libri su sei – è occupata da argomentazioni di carattere tecnico. Inizialmente l’autore propone la definizione della musica come scientia bene modulandi e si sofferma a discutere il rapporto fra ragione, arte, scienza e imitazione. Il secondo libro è dedicato al tema delle regole metriche e giunge all’importante conclusione secondo la quale le leggi dei numeri stanno alla base dell’armonia. Il terzo libro tratta del ritmo, il quarto dei metri, mentre il quinto è dedicato allo studio del verso, in particolare dell’esametro, considerato il più perfetto perché sottostante a esatte norme geometriche. Solo all’inizio del sesto e ultimo libro, l’autore cambia decisamente tono e quasi si scusa con i lettori per averli impegnati in questioni assai complesse e persino aride: egli ribadisce, comunque, di averlo fatto nella convinzione che alcuni possano trarne vantaggio in ordine al cammino ascensionale verso Dio. Non per caso, a tale proposito Agostino afferma: “Questi libri infatti sono stati scritti per coloro che, dediti alla letteratura profana, incorrono in gravi errori e consumano le loro buone intelligenze con delle sciocchezze, senza conoscere la natura del piacere che ne provano. Perché se la conoscessero, vedrebbero come fuggire quelle trappole e quale sia il luogo della più felice sicurezza”. Questo luogo è Dio stesso, bellezza assoluta, che Agostino nelle Confessioni rimpiange di aver amato tardi, e a proposito della quale, nel Commento al vangelo di Giovanni, così si esprime: “Il godimento di quella bellezza sarà tale che sempre ti sarà davanti e non ne sarai saziato, anzi ti sazierai sempre e non ti sazierai mai … là non ci sarà noia né fame”. 

 

LA MUSICA
Sant'Agostino
La vita felice, 644 pp., 29,50 euro

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi