Dopo l’inconfessabile dispiacere che gli ha procurato la vittoria dell’Inter di Mourinho sabato contro il Genoa di quel Gasperini che ne aveva difeso il capolavoro retorico di martedì scorso, il giornalista sportivo collettivo sta con la bava alla bocca in attesa della partita di domani contro il Manchester United: la speranza è che il Mou venga eliminato, ma è sicuro che in caso contrario tutti grideranno “l’avevo detto che è il migliore”. Nel frattempo Mou è riuscito ancora una volta a sovvertire il sonnolento rito delle conferenze stampa, quando parlando dei suoi avversari allenati da Alex Ferguson è riuscito a dire che “ai club speciali occorrono allenatori speciali, un giorno potrei allenare il Manchester”. Dopo, invece del calcisticamente abusato andiamo-là-per-provarci-e-abbiamo-rispetto-per-l’avversario, lo Special One ha aggiunto: “Il Manchester vince perché nessuno ha fatto una squadra degna di tenergli testa, le mie squadre invece lo hanno sempre fatto e sir Alex lo sa. L’ho battuto col Chelsea e col Porto e ora sono pronto a farlo con l’Inter”. Non solo vi batto, ma vi vengo anche ad allenare.
Altro che Fourbinho – come acidamente lo ha chiamato due giorni fa Gianni Mura, accusandolo di essere avviato a diventare come Berlusconi, “popolarissimo e taumaturgico” – Mourinho è genio puro. Mura, che sibila come Mou pensi che “pirla siamo un po’ tutti noi” e che “considerarlo un sommo tecnico è da giurassico”, non è isolato: la Gazzetta di venerdì lo attaccava con il titolo “Processinho”, e in tv il passatempo è parlarne male. Ma solo in sua assenza. Nel frattempo ha vinto la sua prima partita: l’Inter ha battuto il Genoa fino a ieri imbattuto a Marassi, e la Juventus ha vinto un derby giocato malissimo grazie a un gol che, anche per le moviole più di parte, “era chiaramente da annullare” (sono parole di Carlo Longhi), e Mexes ha giocato indisturbato a pallavolo in area contro l’Udinese. Tutto previsto. Mentre sul 2 a 0 di Balotelli nessuno ha saputo dire con certezza se fosse gol o meno. “Il gol lo lascio alla moviola che è famosa in Italia”, ha detto Mou all’ammutolito inviato di Sky, incoraggiato da Alessandro Bonan in studio con un “non avere paura, non ti mangia”.
Bonan la sera stessa ha provato a trascinare nella mischia l’allenatore del Torino: “Farina ha arbitrato bene, certe frasi erano esagerate, vero Novellino?”. Ma appena il mister granata ha replicato con un “Mourinho ha detto quelle cose perché è stato provocato”, gli è stata tolta la parola. Chi se l’aspettava un allenatore di una “grande” a capo delle “piccole”? L’intro di Fabio Caressa al derby di Torino (un inno al calcio pulito e al basta-con-le-polemiche) era segno della guerra dichiarata a Mou dal giornalista sportivo collettivo che, come traspariva dalle parole di Gianpiero Galeazzi a 90° minuto, non aspetta altro che banchettare sul suo cadavere. Dovrà attendere ancora molto.
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