Lo scudetto è volato via due settimane fa, c’è poco da illudersi o cincischiare oltre. Duole soltanto pensare che oggi l’Inter possa ricucirselo sul petto in occasione del derby di Milano. Chissà che goduria, semmai. Doppia goduria: i cugini nella polvere e loro altri sul tetto a sventolare il tricolore. Il che, non bastasse, rende ancora più attuale e temibile l’ipotesi consolatoria della Coppa Italia. Se i nerazzurri non si armano di cattiveria nella partita di ritorno (e perché dovrebbero?) la Lazio andrà dritta in finale. Squadra a pezzi in campo e nello spogliatoio, ma incredibilmente motivata per l’eventuale ultima apparizione stagionale. Perché dall’altra parte, se non si farà travolgere dalla bile nera, ci sarebbe la Roma (Catania permettendo). Ora, si aggiunga che la vincitrice del torneo, quest’anno, si decide con una finale secca da disputare proprio nella capitale. Roba da matti, roba per cuori d’acciaio. Ragion per la quale:
a) I romanisti tiferanno maledettamente Inter e tiferanno Roma quasi soltanto per senso di responsabilità: il Catania avrebbe meno chances di battere la Lazio in finale. Pare.
b) Anche i laziali sotto sotto tiferanno maledettamente Inter (e Catania), perché tremano all’idea di dover incontrare una Roma avvelenata dai dispiaceri stagionali e sostenuta dalla voglia di riscattare l’ultimo derby perduto (potendolo vincere in scioltezza, col che oggi avrebbe solo tre punti di distacco dall’Inter).
c) Gli interisti, beati loro, non tiferanno né per l’Inter né per la Roma né per la Lazio né per il Catania. Quando si giocherà la finale di Coppa Italia, saranno ancora ubriachi di gioia per lo scudetto.
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