Baby spacciatori e neocapitalismo

Si chiamavano una volta in dialetto ‘muschilli’, cioè moscerini

Baby spacciatori e neocapitalismo

Ci dobbiamo stupire e indignare per i bambini usati come spacciatori e confezionatori di droga, ma storicamente è un fenomeno tradizionale. E’ almeno dagli anni del dopo terremoto, quindi dai primi anni 80, che la criminalità ricorre a una forza lavoro fatta di minori per i suoi traffici. Si chiamavano una volta in dialetto ‘muschilli’, cioè moscerini, e venivano usati come corrieri della droga proprio perché non erano imputabili. E questo è un aspetto purtroppo triste di una città come Napoli dove peraltro il lavoro minorile è un dato storico, l’evasione scolastica ha sempre raggiunto punte elevatissime e questo è il risultato. Ed è l’aspetto locale. Però c’è anche un aspetto globale ed è l’uso e l’abuso che oggi il neocapitalismo fa dei minori, li usa come lavoratori e li usa come combattenti.


Marino Niola, antropologo intervista a Repubblica, 17 gennaio 2017

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Commenti all'articolo

  • marco.ullasci@gmail.com

    marco.ullasci

    17 Febbraio 2017 - 14:02

    Quando al posto il neocapitalismo le famiglie contadine non sapevano manco che esistesse invece i minori non lavoravano?

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