I robot, i feudi, il capitale

I robot, i feudi, il capitale

“La Salerno deluchiana ha coniugato il neoliberismo sul piano urbanistico e lo stalinismo sulla gestione delle società municipalizzate. L’auspicio è che torni e trionfi l’etica politica introducendo nel linguaggio visioni politiche nuove e diverse sulla conduzione della cosa pubblica. Credo sia interessante e stimolante discutere di fine del capitalismo e di bioeconomia, questo è il mio auspicio affinché le scelte non condivisibili di chi governa e amministra smettano di essere personalizzazione, polemiche speciose e spettacolo, ma emerga il conflitto delle idee e la denuncia circa il non rispetto dei valori costituzionali che si vogliono far dimenticare per proseguire la rifeudalizzazione della società. Chi detiene il potere dovrebbe accettare un’evidenza, che ormai tocca anche i fedeli della religione capitalista, e cioè che continuare col neoliberismo non si risolvono problemi ma si creano. Basti osservare l’aumento delle diseguaglianze sociali ed economiche poiché come dimostrano i dati Istat, non c’è relazione diretta fra crescita e aumento dell’occupazione, e la recente pubblicazione di Piketty (Il capitale nel XXI secolo) dimostra che il capitale si sgancia dal lavoro, ciò accade sia attraverso la finanza e sia attraverso l’innovazione informatica e robotica”.


Peppe Carpentieri, “Salerno e l’urbanistica: continuare con il neoliberismo non serve”, La Città di Salerno, 22 settembre 2016

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