Xenofobia liberista

La crisi nella gestione dei flussi migratori deriva dal più generale fallimento del neoliberismo. I muri e l’ostruzione delle frontiere in Ungheria, Macedonia e Austria, l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue.

La crisi nella gestione dei flussi migratori deriva dal più generale fallimento del neoliberismo. I muri e l’ostruzione delle frontiere in Ungheria, Macedonia e Austria, l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue e l’intento di edificare un muro allo sbocco del tunnel sotto la Manica, sono il portato non solo dell’incapacità dell’Europa di gestire in modo ordinato gli arrivi dei migranti, ma anche del cedimento della globalizzazione liberista e della sua ideologia. [...]
Il fallimento della globalizzazione neoliberista sta creando mostri e intolleranza. Ovunque avanzano le destre estremiste e xenofobe, ed è persino sorprendente l’abilità di questi movimenti nel farsi portavoce e alfieri dei ceti disagiati (le vittime del liberismo) presentandosi quali protettori di identità nazionali e di posti di lavoro dinanzi alla asserita minaccia di concorrenza portata dai nuovi arrivati. [...]
Se la crepa più evidente del neoliberismo occidentale si concretizza nella reazione all’immigrazione, non meno rilevante è il sintomo della sua decadenza rappresentato dal calo del commercio internazionale, sul quale si va progressivamente innestando una politica protezionistica.

 

Sergio Farris, Il fallimento del neoliberismo, Eunews, 23 settembre 2016

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