Più gender, meno liberismo

Non ci limitiamo a rivendicare – politicamente e teoricamente – la teoria del gender, ma cerchiamo anche di suggerire che a tale teoria sia intrinseco un afflato ideologico, rivendichiamo anch’esso.

Non ci limitiamo a rivendicare – politicamente e teoricamente – la teoria del gender, ma cerchiamo anche di suggerire che a tale teoria sia intrinseco un afflato ideologico, rivendichiamo anch’esso. “Ideologia”, infatti, non significa solo “manipolazione”, “imposizione”, “falsa coscienza”, “lavaggio del cervello”. “Ideologia” è un concetto decisamente più stratificato. E rigettarlo a priori, oggi, significa tra l’altro accodarsi acriticamente a quella retorica ingannevole, neoliberale, della “fine delle ideologie”. Come se non sapessimo che anche il neoliberismo – ad esempio – è un’ideologia, nella quale sono confluite teorie di tipo filosofico (l’ontologia liberale dell’individuo sovrano e proprietario; la razionalità illuministica) ed economico (l’avversione liberista nei riguardi del welfare; il laissez-faire contrapposto al controllo statale), ed è precisamente l’ideologia che ha portato a compimento l’afflato normativo di tali teorie, al punto da essersi affermata come razionalità, come ordine naturale delle cose, al punto da autodefinirsi “post-ideologica” e da essere addirittura creduta. E come se non sapessimo che anche l’eterosessualità è un’ideologia.

 

“Sovversione dell’eterosessualità” di Federico Zappino da effimera.org

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