Liberismo roboante e fragile

Nato alla fine del 2008 per fronteggiare la crisi economica e finanziaria originata negli Stati Uniti e poi ufficializzato con il vertice di Londra del 2009 come principale forum globale per il coordinamento delle politiche economiche, finanziarie e monetarie, scalzando l’obsoleto G8, a distanza di 7 anni il G20 ha raggiunto ben pochi risultati, soprattutto sul fronte della regolamentazione del settore finanziario.

Nato alla fine del 2008 per fronteggiare la crisi economica e finanziaria originata negli Stati Uniti e poi ufficializzato con il vertice di Londra del 2009 come principale forum globale per il coordinamento delle politiche economiche, finanziarie e monetarie, scalzando l’obsoleto G8, a distanza di 7 anni il G20 ha raggiunto ben pochi risultati, soprattutto sul fronte della regolamentazione del settore finanziario. Nel frattempo i conflitti e le tensioni nel mondo si sono acuiti, basti pensare alla crisi in Siria e alle tensioni nel Mar Giallo tra la Cina e i suoi vicini, e non sono mancate neanche accuse al vetriolo tra i membri del Club. Dal vertice di Hangzhou esce un inno roboante, quanto fragile, elevato alla globalizzazione liberista, processo che versa fortemente in crisi. Si chiede una crescita inclusiva e sostenibile, lavoro e sviluppo, ma di fatto il G20 insiste che la globalizzazione liberista è l’unica strada, sia che si tratti di vecchie potenze che di quelle emergenti.

 

Antonio Tricarico, il Manifesto, 6 settembre 2016

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