Isis, quintessenza liberista

A detta di Said, “la religione per loro è solo un pretesto. Se ne fregano alla grande, della religione. Te lo dicono anche, senza rendersene conto. Se credono in Allah, è solo perché Allah gli ha promesso le vergini. E basta. Credono di rispettare la religione, ma non hanno né rispetto, né religione

A detta di Said, “la religione per loro è solo un pretesto. Se ne fregano alla grande, della religione. Te lo dicono anche, senza rendersene conto. Se credono in Allah, è solo perché Allah gli ha promesso le vergini. E basta. Credono di rispettare la religione, ma non hanno né rispetto, né religione”. Più il gruppo di Oussama si allarga, più Said vi si inoltra, più emergono l’assenza di sensibilità religiosa o politica e – al contrario – una certa morbosità dei militanti. “Una volta Oussama ha cominciato a parlarmi delle vergini del paradiso, con gli occhi persi nel vuoto. E ha concluso che quella sera sarebbe stato da solo in camera sua, mentre avrebbe potuto essere in paradiso con le famose vergini se, armato di coltello, avesse assaltato un commissariato quello stesso giorno”.

 

La volontà di lanciarsi in attacchi estemporanei denota la mancanza di una qualsiasi strategia. “Quando ne hai una”, riflette Said, “è perché in qualche modo aspiri a cambiare il mondo, nel bene o nel male. Quelli di Daesh non hanno alcuna intenzione di cambiare il mondo. Se ne strafregano, del mondo. Fanno tutto solo ed esclusivamente per sé stessi, per le loro vergini. In qualche modo, sono la quintessenza dell’ultra-liberismo. Sono dei mercenari, in fondo”.

 

“Io infiltrato in una cellula del Califfo”, l’Espresso, 1 agosto 2016

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