Neoliberismo psicopatico

L’idea centrale del neoliberismo è che ci sia una forma di relazione naturale all’interno della società umana, la competizione, e che ciascuno di noi non faccia altro che cercare di massimizzare la propria ricchezza e il proprio potere alle spese degli altri. Per i neoliberisti l’uomo è, cioè, “homo

L’idea centrale del neoliberismo è che ci sia una forma di relazione naturale all’interno della società umana, la competizione, e che ciascuno di noi non faccia altro che cercare di massimizzare la propria ricchezza e il proprio potere alle spese degli altri. Per i neoliberisti l’uomo è, cioè, “homo oeconomicus”. E’ un’ottima descrizione, ma del modo di ragionare degli psicopatici, l’1 per cento dell’umanità. Ma è una pessima descrizione del rimanente 99 per cento. Ci sono stati studi psicologici molto interessanti che mostrano che addirittura dall’emergere della coscienza ci comportiamo in modo disinteressato ed empatico; i bambini di 14 mesi, per esempio, aiutano altri bambini, con cui non hanno nessun legame, ad afferrare oggetti che non sono in grado di raggiungere. Man mano che crescono, ciò che si può osservare è poi lo sviluppo di una moralità altruistica. La premessa fondamentale del neoliberismo è strutturalmente errata a causa della sua errata concezione della natura umana. Però reca un grosso beneficio a chiunque sia pronto a sfruttare senza alcun freno il resto dell’umanità.

 

George Monbiot, “Il neoliberismo? Un sistema da psicopatici”, intervista a l’Espresso, 6 luglio 2016

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