La liberazione del liberismo liberato

Da trent’anni assistiamo al trionfo del capitalismo globalizzato. Un trionfo che è innanzitutto il ritorno di una sorta di energia primitiva del capitalismo, a cui è stato attribuito il nome discutibile di neoliberismo, e che in effetti è la riapparizione e la ritrovata efficacia di quella che da se

Da trent’anni assistiamo al trionfo del capitalismo globalizzato. Un trionfo che è innanzitutto il ritorno di una sorta di energia primitiva del capitalismo, a cui è stato attribuito il nome discutibile di neoliberismo, e che in effetti è la riapparizione e la ritrovata efficacia di quella che da sempre è l’ideologia costitutiva del capitalismo, il liberismo. Dubito che il prefisso “neo” sia giustificato. [...] E’ evidente che la vittoria oggettiva del capitalismo globalizzato è una pratica distruttrice, aggressiva. Non è solamente una specie di espansione ragionata o ragionevole di un particolare sistema di produzione. Ed è impossibile non preoccuparsi per la debole resistenza nei confronti delle distruzioni future. Una resistenza che, di fatto, è una costante marcia indietro. [...] In realtà, questa marcia indietro è ininterrotta da trent’anni. Si sta impoverendo progressivamente uno schema dominante che vieta sia inflitta al capitalismo la minima forma di misura. In tal senso, possiamo dire che la logica del capitale è stata liberata. Il liberismo è stato liberato. Ecco. Assistiamo da trent’anni, con le mani in mano, alla liberazione del liberismo.

 

Alain Badiou, “Il nostro male viene da più lontano”, Einaudi

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