L’autobus in Italia è selvaggio come il mercato

Ciò sta alimentando una crescente insofferenza da parte dei teorici neoliberisti che, non paghi di criticare gli investimenti nelle ferrovie, adesso se la prendono anche con il Tpl su gomma. Qualcuno, in occasione della recente emergenza smog, è arrivato a sostenere che ogni auto in meno e ogni bus

Ciò sta alimentando una crescente insofferenza da parte dei teorici neoliberisti che, non paghi di criticare gli investimenti nelle ferrovie, adesso se la prendono anche con il Tpl su gomma. Qualcuno, in occasione della recente emergenza smog, è arrivato a sostenere che ogni auto in meno e ogni bus in più sulle nostre strade comportano una riduzione delle entrate fiscali e un aumento della spesa pubblica, con conseguente peggioramento del debito, molto più grave dell’inquinamento. A nulla servono le cifre ricordate dal presidente dell’Anav, Biscotti, che ci dicono come la spesa per il Tpl equivale al 5 per cento di quella sanitaria e a meno dell’1 per cento della spesa pubblica complessiva. Sembrano prevalere anche in Italia i fautori del mercato selvaggio. Come ai tempi della signora Thatcher che poteva impunemente affermare come “chi a quarant’anni usa ancora il bus è evidentemente un fallito”.


Massimiliano Ferrari
Presidente di Assoutenti/Utp
(associazione utenti del trasporto pubblico),
Ferpress.it, 11 gennaio

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