Maschi alpha che tirano pugni al cuscino. Un'esegesi di Temptation Island

Per chi non conoscesse il programma, è un’Isola dei famosi dove al posto dei famosi ci sono i potenziali cornuti: 3,3 mln di spettatori, tra paese reale e serpi

Maschi alpha che tirano pugni al cuscino. Un'esegesi di Temptation Island

Temptation Island è l’Orgoglio e pregiudizio estivo del paese reale fatto di maschi eterosessuali che ballano “Despacito” in leggins strappati con risvoltino, di donne abbronzate tutto l’anno che sognano di emanciparsi facendo le cubiste, di maschi alpha che “un paio di bicipiti buoni valgono più di un mazzo di rose”, e di maschi beta che si lasciano dirigere da sconosciuti pur di non prendere mai una decisione. Sono quelli che cercano la relazione della loro vita a un happy hour o in discoteca, relazione che poi metteranno a dura prova in un programma televisivo su canale cinque dicendo: “Voglio capire se è l’uomo della mia vita”. Volete mettere l’introspezione che ti dà Mediaset?

 

Per chi non conoscesse il programma, è un’Isola dei famosi dove al posto dei famosi ci sono i potenziali cornuti. Sei coppie non sposate passano cinque settimane su un’isola, gli uomini in un villaggio e le donne in un altro. Per ingannare la noia, con loro, una decina di single il cui compito è fingersi interessati a flirt con persone problematiche che ti parlano tutto il tempo di problemi di coppia. Tutti ripetono di continuo: “Vivo l’esperienza al massimo”, come fosse l’overseas a Shanghai.

 

L’ossessione del tradimento viene consegnata nelle mani dei concorrenti via computer: “C’è un video per te” sarà il nuovo codice per “guarda come ti rovino la serata”. E’ un programma interamente basato sulle reazioni: i pianti isterici delle donne, i calci ai cuscini degli uomini. Noi online svisceriamo ogni immagine in commenti ironici e spiritosi mentre pensiamo “fortuna non succede a me”. Tipo quando un concorrente ammette: “Mi manca più il gatto della mia ragazza”, ma quando vede il video in cui lei, per ripicca, gattamorteggia con un biondo ballando sgraziata un lento, si alza e fa il geloso colpito nell’onore; un altro flirta di continuo con una, ma quando vede la sua ragazza fumare si dispera: “Ora fuma?, cosa dirà sua mamma?!”. La frase ricorrente a ogni video di presunto tradimento è: “Non ha capito un cazzo di me”. Si percepiscono tutti come soggetti profondissimi, enigmatici, misteriosi, sofisticati e mai come dei gattini ciechi abbandonati su un’isola, in mezzo ai serpenti.

 

Temptation Island è anche il nostro programma, di noi serpi, dico. E’ la vista privilegiata sulla gabbia dello zoo, il guilty pleasure del ceto medio riflessivo (valga come definizione at large: tutti i possessori di account twitter), di noi che ridiamo ogni volta che sentiamo qualcuno dire: “Mi merito un amore forte, sono laureata!”. Intendiamoci, la vera distinzione tra noi e loro (3,3 milioni di telespettatori lunedì scorso, loro sono tanti). Dicevo, la vera distinzione tra noi e loro è che noi non diciamo mai cose di cui vergognarci: non diremmo mai pubblicamente “sono stato sincero, sono stato me stesso”, non senza un brivido d’imbarazzo. Il problema è che i maschi si credono tutti fichi come James Bond, e invece viene fuori che sono Gigi D’Alessio, le donne piangono a ogni cambio d’inquadratura.

 

Lunedì scorso Francesca e Ruben si sono lasciati. O meglio, lei è riuscita a farsi lasciare. Appena arrivata sull’isola aveva detto alle telecamere: “Sono stanca della sua presenza al mio fianco, mi mette ansia”, aveva descritto la propria relazione come la dipendenza dal gioco d’azzardo: “Ho iniziato a uscirci per gioco, poi mi sono ritrovata in questa situazione”, perché lui effettivamente era senza spirito d’iniziativa, zero ambizioni, incapace di aprirsi e di parlare (“Ho fatto discorsi enormi qui dentro”, controbatte lui). Al falò della coppia, cioè alla resa dei conti finale, lui ha lasciato timidamente lei credendo fosse una propria decisione; lei, vittoriosa, ha pianto come un agnellino implorandolo di non lasciarla: “Torniamo a casa insieme, anche se non mi vuoi più”, e lì abbiamo capito che la sadica bocconiana è ancor più a suo agio nel ruolo di masochista, ma soprattutto che questo programma è costruito per i single e farli godere del non essere in coppia.

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