Addio a Gianni Boncompagni, l'aretino impenitente

Il “rivoluzionario” della radio e della televisione italiana è morto all'età di 84 anni. Domani la camera ardente a via Asiago. Nel 2004 Stefano Di Michele, sul Foglio, ne scrisse la “ristoria” a puntate

Addio a Gianni Boncompagni, l'aretino impenitente

Gianni Boncompagni, 1932-2017 (foto LaPresse)

È morto ieri, all'età di 84 anni, Gianni Boncompagni, protagonista della radio, della televisione e del mondo dello spettacolo italiano. Fu, con Renzo Arbore, un “rivoluzionario” inventando programmi radiofonici come “Bandiera Gialla” (1965-1970) e “Alto Gradimento” (1970-1976), o televisivi come “Discoring”. La camera ardente sarà allestita domani a Roma, nella storica sede Rai di via Asiago 10.


Nella sua carriera Boncompagni ha collaborato con Il Foglio come autore della “letterina”. Nel 2004 Stefano Di Michele ne raccontò la “ristoria” a puntate. Potete scaricarla qui.


  

La storia Nato ad Arezzo il 13 maggio 1932 a 18 anni si trasferisce in Svezia, dove rimane dieci anni facendo vari lavori e,
contemporaneamente, diplomandosi all'Accademia di grafica e fotografia. Lì inizia l'attività di conduttore radiofonico per la radio svedese e sposa un'aristocratica dalla quale ha tre figlie. Lasciato dalla moglie ottiene la patria potestà delle figlie che lo seguono al suo ritorno in Italia.

Nel 1964 vince il concorso Rai per programmatore di musica leggera e subito, in coppia con Arbore, arriva il successo. I due creano un nuovo modo di fare intrattenimento, basato sul non-sense, sulla creazione di tormentoni, sull'improvvisazione e
l'imprevedibilità. Nel 1977, Boncompagni approda in tv dove conduce Discoring. È l'inizio di una lunga serie di successi. Nel 1991 passa alle reti Mediaset e lancia "Non è la Rai" programma che, oltre ad Ambra, lancerà una generazione di talenti (da Claudia Gerini a Laura Freddi, Sabrina Impacciatore, Antonella Elia).

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