La fabbrica dei selfie fa chiudere quella delle macchine fotografiche

Nikon taglia sulla produzione delle compatte e smantella uno stabilimento in Cina. Il motivo? La concorrenza degli smartphone

La fabbrica dei selfie fa chiudere quella delle macchine fotografiche

Foto Stringer/LaPresse

La fotografia non è mai stata così popolare e alla portata di tutti, ma il mercato degli apparecchi fotografici è più in crisi di sempre. Ieri Nikon ha fatto sapere che chiuderà la sua divisione cinese Nikon Imaging e con essa la sua unica fabbrica nel paese, lo stabilimento di Wuxi City, dove produce e assembla macchine fotografiche compatte. Il motivo, spiegato senza giri di parole in un comunicato, è la concorrenza degli smartphone, che ha portato la società giapponese a intraprendere una ristrutturazione del suo intero business. Nikon non abbandonerà gli affari in Cina, specifica nella nota, ma produrrà solo in Giappone e Tailandia. 

  

Nei primi anni del duemila il mercato delle compatte spopolava in tutto il mondo. Nikon Imaging nasce nel 2002, nella provincia di Jiangsu, quando nessun cinese immaginava letteralmente di poter vivere senza una macchina fotografica e nel resto del mondo gli affari andavano bene. Ma già nel 2007 le vendite globali degli smartphone hanno raggiunto le compatte, mentre l'anno successivo le hanno completamente superate. Fino ad arrivare al 2016, quando sono stati venduti 1,5 miliardi di smartphone e le cose si sono fatte davvero difficili per gli apparecchi più basilari che scattano fotografie. Oggi non sono poche le fotocamere integrate nei telefoni che hanno capacità tecniche migliori di una semplice compatta. Mentre una Nikon 1 scatta con una risoluzione di 10.1 megapixels, un Huawei P10, che ha una delle migliori fotocamere sul mercato, vanta una collaborazione con Leica, 20 megapixels e video in 4K.

   

A risentirne sono i conti dei big della fotografia. Con un utile netto già in calo del 40 per cento nel primo trimestre e 7 miliardi di yen (53 milioni di euro) da spendere per chiudere la fabbrica di Wuxi, Nikon prevede di vendere complessivamente il 24 per cento in meno di fotocamere nel 2018 (4,8 milioni), mentre il solo segmento compatto si ridurrà del 28 per cento. La società ha detto che si concentrerà maggiormente su "prodotti ad alto valore aggiunto", come DSLR e mirrorless, svelando la strategia su cui si giocherà il futuro del settore. Tutto è nelle mani delle reflex, che sono sul mercato con diversi modelli capaci di accontentare sia il fotografo principiante che professionista. Sarà la nicchia di appassionati a comprare ancora macchine fotografiche, mentre tutti gli altri si “accontenteranno” degli smartphone per poter postare scatti della loro vita su Instagram e Snapchat. E la stessa dinamica si prospetta anche per settori diversi, come i lettori musicali o i navigatori, le cui vendite continuano a diminuire per la concorrenza dei telefoni ormai tuttofare. La possibilità di avere tutto in un unico dispositivo con tecnologie sempre più avanzate a prezzi sempre più accessibili condiziona così le scelte dei consumatori di massa, cambiando la forma del mercato tech. 

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Commenti all'articolo

  • Giovanni

    31 Ottobre 2017 - 21:09

    Indubbiamente gli smartphone sono un concentrato di tecnologie capaci di sostituire diversi apparati: telefono, GPS, macchina fotografica e telecamera, ecc. Le migliaia di app risolvono problemi che una volta richiedevano apparati specifici. Tuttavia anch'essi stanno subendo una crisi nelle vendite dovuta più che altro all'ubriacatura degli scorsi anni. Conosco persone che cambiavano smartphone al ritmo di uno ogni cinque o sei mesi. Ora è stato annunciato lo smartphone pieghevole che ha misure contenute ma che può all'occorrenza diventare più grande, quasi come un tablet, un vero piccolo computer. Be' che vogliamo di più?

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