Ecco High Sierra: Apple aggiorna il sistema operativo

Tutte le nuove funzionalità della versione 10.13, che non si annuncia come una rivoluzione, ma come un'evoluzione. Occhio, però, a una grave falla di sicurezza

High Sierra

Apple ha reso disponibile macOS High Sierra, l'aggiornamento gratuito del sistema operativo desktop, giunto alla release 10.13. Come al solito, in pieno stile Apple ma in linea con le abitudini generali, il lancio è in pompa magna: “Nuove tecnologie nel cuore del sistema rendono il tuo Mac più affidabile, versatile e reattivo, gettando le basi per future innovazioni. In macOS High Sierra, anche le app e le funzioni che usi ogni giorno sono state perfezionate. È la vetta più alta mai raggiunta da macOS”.

Versatile e reattivo ok, perché in fondo non si tratta di una rivoluzione, ma di un'evoluzione. L'azienda di Cupertino spiega di aver “riprogettato il sistema di archiviazione dei dati e liberato tutta la potenza del processore grafico per rendere ancora più fluido lo streaming video”. Al di là di tutto, in concreto non ci sono grandi revisioni grafiche: il lavoro è stato fatto più che altro sul versante tecnico con qualche novità non proprio marginale.

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Il supporto nativo al codec video H.265 o Hevc, innanzitutto, consente di immagazzinare video con dimensioni quasi dimezzate rispetto al precedente H.264 a pari qualità. Il nuovo file system Apfs (Apple File System) è progettato per offrire il massimo vantaggio dalle unità disco ssd di ultima generazione e in grado di migliorare performance, affidabilità e sicurezza delle operazioni su file dei Mac. Le nuove Api 3d Metal 2, poi, agiscono sulle performance di esecuzione e apertura delle app, senza contare il supporto alle tecnologie di machine learning che renderanno il Mac più smart in materia di sintesi vocale, riconoscimento visivo di oggetti e della voce umana. Sui dispositivi con porta Thunderbolt 3, sarà anche possibile collegare Gpu esterne per eseguire applicazioni dedicate alla realtà virtuale con prestazioni non indifferenti.

Non mancano le chicche disseminate qua e là, che come detto non rivoluzionano l'esperienza ma la rendono più confortevole: il sito tecnologico The Verge, ad esempio, si sofferma sulla nuova feature di Safari, cioè silenziare in automatico i video in autoplay. Occhio anche alle sorprese sgradite, ben più importanti: Patrick Wardle, ex analista della National Security Agency e attuale ricercatore dell'azienda specializzata Synack, ha scovato una falla di sicurezza, come riporta Forbes. In un video che ha diffuso su Twitter, Wardle evidenzia come sarebbe possibile rubare username e password degli account immagazzinati in Keychain, l'“accesso portachiavi”, in pratica un'app che archivia le password per non doverle ricordare in continuazione. A rischio non soltanto gli account sui social, per intenderci, ma anche i dati bancari. Apple, in questo senso, non ha ancora commentato.



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